Tag Archives: dietro le quinte

Intervista a Citto Maselli

10 Mar

Sabato 27 febbraio, Alice ha ospitato il regista Citto Maselli, uno dei registi più interessanti del panorama cinematografico italiano. Autore di titoli storici quali Lettera aperta a un giornale della sera, fino all’ultimo Le ombre rosse, premiato al Festival del cinema di Venezia, Maselli ha attraversato tutto il cinema italiano sin dal dopo guerra, lavorando con i principali interpreti ed autori. In questa intervista esclusiva, rilasciata poco prima di cena, Maselli si racconta con schiettezza ed onestà intellettuale.

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Trailer di Downunder – il giardino delle meraviglie

18 Set

Dietro le quinte di Alice… Semiolabile

4 Mar

Semiolabile Cinematografica parla di sé.

Dietro le quinte di Alice… Jenny’s Joke

19 Feb

Alice è molto curiosa e prima di assistere al concerto dei Jenny’s Joke ha voluto saperne di più. Ha quindi fatto qualche domanda a Maurizio Vaiani, cantante del gruppo.

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I Jenny’s Joke sono un gruppo che potremmo ormai definire “storico”, nel panorama locale ma non solo. Puoi ricordarci brevemente la vostra lunga storia?

Definirci “storici” mi fa piacere, senza ombra di dubbio, ma nel contempo mi fa sorridere dato che ci sentiamo sempre un gruppo giovane 
e fresco, che ha la fortuna di voler sempre sperimentare nuove soluzioni pur rimanendo in una ben delineata linea musicale. 
Siamo nati nei primi mesi del 2003 ed eravamo solo in 3, io alla voce, Massimo alla chitarra e Alessandra al basso. Volevamo fare qualcosa di acustico. 
In fretta le cose si sono evolute e in successione sono arrivati Fabio alla chitarra, Marcello alla batteria e Pietro al basso. Siamo poi arrivati alla registrazione del primo demo autoprodotto, nel 2004, con la supervisione in fase di registrazione di Perucchini, fonico dei Verdena. Nel 2005 il nostro primo full lenght
, “Ninth Scene” con l’etichetta VideoRadio. Per arrivare al nuovo cd, omonimo, che uscirà il 21 marzo 2009 con la label Seahorse Recordings. 
Nel mezzo tante piccole soddisfazioni attraverso molti live e alcune compilation.

Le soddisfazioni e l’intensa attività live vi hanno fatto diventare “altro” rispetto al trio iniziale. Ora la band com’è strutturata? Quali strumenti e quali suoni?

Sì giusto, rispetto all’iniziale “folk acustico” siamo diventati “altro”. 
Sicuramente non è cambiato l’approccio alla nostra musica. Si partiva prima e si parte adesso con un riff di chitarra o con una jam in sala prove.
 Quello che è cambiato è lo sviluppo di quel riff e di quella jam. Se prima eravamo in 3 e con solo due strumenti a disposizione, ora siamo in 5 e con molta più strumentazione. Ecco quindi che lo stesso riff e la stessa jam si trasformano. 
Nelle nostre prove e di conseguenza anche nei nostri live la strumentazione è diventata via via più ampia e questo non è dovuto a manie 
di grandezza, ma proprio dalla voglia di sperimentare soluzioni nuove. Ecco quindi ricollegarmi a prima, a quando ti dicevo che il gruppo si sente
 sempre giovane e fresco. Attualmente utilizziamo questa strumentazione: due chitarre elettriche, una acustica, un basso, una batteria, due synth, un kaoss pad, 
un’armonica, un thingamagoop, una farfisa, a volte un pc, oltre a 3 voci. 
Possiamo quindi affermare, con assoluta vergogna, che passiamo più tempo a montare e smontare la strumentazione
 che non a suonare realmente.

Diciamo che montare e smontare fa parte del gioco, ne so qualcosa. L’insieme degli strumenti e dei suoni che utilizzate incuriosiscono rispetto alla vostra musica. Vi definite un gruppo “indie”, con influenze non banali negli anni ’70. Parlate di Velvet Underground ma anche di Can, che ricordo hanno composto la colonna sonora del progenitore della nostra associazione, Alice nelle città di Wim Wenders. Mi rendo conto che è difficile parlare della propria musica, ma ti chiedo di farlo, come se stessi parlando ad un pubblico che non sa cosa sia la musica “indie”.

Bello! Non avevo pensato a questo collegamento dei Can con Alice nella città. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo! 
A dire il vero in questi anni ci hanno rifilato talmente tante somiglianze e affinità con gruppi ben più famosi che ho perso il conto. 
Dai Velvet ai Can, passando per Coldplay e Nick Cave, per arrivare a Radiohead e Interpol. Credo che all’appello manchino solo gli Afterhours, grazie a Dio. Non ci crederai ma proprio non amo parlare della nostra musica. Mi risulta difficile e non perchè la nostra musica sia particolarmente 
complicata da spiegare. È solo che mi riesce più naturale e facile trasmettere le mie emozioni in musica che nemmeno in mille parole. 
Fondamentalmente siamo un gruppo rock, con attitudini folk e pure un po’ electro. Ecco, credo di non essere stato di grande aiuto, purtroppo. 
Io comunque definirei i Jenny’s Joke semplicemente rock. Indie era un termine nato anni fa per evidenziare quei prodotti che nascevano al di fuori 
delle normali regole di mercato dettate dalle etichette major. Negli ultimi anni il termine è stato abusato, a mio modesto parere, ed ha assunto
 un significato quasi irritante. Siamo quasi arrivati a questa equazione: più spillette hai sulla maglietta e più sei indie. Non era proprio cosi all’inizio. 
In ogni caso credo che se qualcuno avesse voglia di approfondire la nostra attitudine musicale lo potrebbe fare leggendo le recensioni dei nostri
 due precedenti lavori. Si trovano sia sul sito che sul myspace. Oppure, meglio ancora, venendoci a sentire! 
(non vorrei che qualcuno si sia offeso per l’equazione indie / spillette. Tranquilli ragazzi, anche noi abbiamo le magliette appesantite)
.

Per finire, due parole sul vostro ultimo lavoro e che concerto farete da Alice?

Il 20 marzo 2009 uscirà il nostro nuovo full-lenght. Non avrà titolo o, se qualcuno lo preferisce, si chiamerà semplicemente Jenny’s Joke. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel nostro percorso Paolo Messere, musicista e boss dell’etichetta Seahorse Recordings.
 Con lui abbiamo registrato il disco, in una vecchia casa dispersa sui colli umbri. È stata un’esperienza bellissima e preziosissima. E questo lo
 dico sia dal punto di vista musicale che umano. Il cd sarà composto da 11 brani per una durata di circa 45 minuti. Paolo ci ha “traviato”
 su alcune scelte in fase di arrangiamento. In alcuni casi i pezzi sono stati proprio stravolti. È stato bello, seppure strano, sentire i propri 
pezzi assumere forme diverse. Da questa esperienza di manipolazione abbiamo sicuramente imparato molto. 
Il booklet del cd è stato curato dalla nostra amica Oriana Valesi. Ha già lavorato con noi anche nel precedente Ninth Scene. 
Il suo lavoro è stato apprezzato molto, non solo da noi, ma anche dagli addetti ai lavori. Per quel lavoro aveva ricevuto dei riconoscimenti
 al MEI, il festival delle etichette indipendenti. Le auguriamo pari fortuna anche per questo lavoro. 
Il 28 febbraio da Alice presenteremo i brani nuovi, praticamente tutti. Saranno comunque intervallati da brani vecchi, presi sia da Ninth Scene 
che dal primo demo autoprodotto. Devo ammettere che è piacevole fare ora le scalette dei nostri live. Ora possiamo addirittura fare delle scelte 
in base alle situazioni e all’umore. Evento assolutamente nuovo per noi dato che fino ad ora eravamo praticamente “costretti” a mettere in scaletta
 sempre e soltanto gli stessi brani.

Grazie mille, in bocca al lupo per il cd. Ci vediamo sabato 28 da Alice.

Grazie ad Alice nella città per la disponibilità, per lo spazio, per l’invito.

Dietro le quinte di Alice… Progetto Bagliori

14 Feb

Ecco un viaggio nel meraviglioso mondo di una compagnia alle prese con la preparazione di un nuovo spettacolo. Progetto Bagliori inventa e costruisce ANGELI E DEMONI, la nuova opera che martedì 17 andrà in scena da Alice, prima di debuttare ufficialmente al carnevale di Venezia.