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TAPIRUME’

24 Ott
Giovedì 25 ottobre 2012 – ore 19
I GIOVEDì DI ALICE

Questa settimana il CABARET VOLTAIRE di Alice nella Città ospiterà L’ASSOCIAZIONE TAPIRULAN.
Alle ore 21 Performances, letture e danza tratte dalla collana di libri “Tapirumè”.

Nel dettaglio:

57 Haiku
di Lorena Montini
Reading
Testi e letture a cura di Lorena Montini
Batteria Massimiliano Pegorini, danza Alessia Stradiotti

Il collaudatore
di Roberto Stradiotti
Reading
Testi di Roberto Stradiotti, letture a cura di Roberta Taino

La libertà secondo Ferruccio Maracas
di Massimiliano Pegorini
Reading musicale “Ricordi in briciole di Ferruccio”
Testi di Massimiliano Pegorini; letture a cura di Massimiliano Pegorini e Roberta Taino.
Musiche di Giorgio Gaber, Fabrizio De André e Andrea Ragazzini eseguite dal Maestro Andrea Ragazzini.

TAPIRUME’ è un servizio curato dall’Associazione Tapirulan offerto agli autori che desiderano autoprodursi il proprio libro.
E’ un servizio che comunemente gli anglofili chiamano “Print on demand”: l’autore scrive e si autopubblica il proprio lavoro.
L’associazione interviene come supporto per la stampa, per la cura della copertina e dei materiali su cui verrà poi stampato il libro.
L’intento è quello di fornire un prodotto qualitativo anche grazie alla collaborazione che intendiamo attivare con illustratori e fotografi.

“Ludico efferato libertario”, questo è il CABARET VOLTAIRE, questi sono i giovedì sera di Alice che apre i suoi spazi a chiunque voglia esporre le proprie opere, a qualsiasi forma di espressione artistica. Un appuntamento fisso settimanale, con la direzione artistica di Gilles Default.

Arte, aperitivi tematici e liquori pittorici, il CABARET VOLTAIRE è aperto ogni giovedì, a partire dal 4 ottobre. Alice invita gli artisti interessati ad inviare documentazione delle proprie opere o dei propri progetti all’indirizzo alicenellacitta@gmail.com, specificando CABARET VOLTAIRE nell’oggetto della mail, oppure a chiamare il numero 3397302368.
CABARET VOLTAIRE, tutti i giovedì ad Alice nella città!

Post Human Poetry

17 Gen

Mentre gran parte dell’umanità lotta per essere semplicemente viva, è altrettanto vero che ci stiamo avviando verso una nuova stagione della poietica, dove le ibridazioni biotecnologiche rendono possibili scenari post-umani sempre più articolati e, da questa prospettiva, anche la poesia stessa si mette in gioco. Questa rassegna testimonia con i  suoi autori come nuovi corpi estetici nascano dai versi,  dopo una grave malattia che ha fatto scomparire il mondo, del quale cerchiamo un nuovo innesto creativo, una contaminazione positiva che connetta le nostre techno-esistenze.

Alberto Mori

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti

Venerdì 21 gennaio 2011 – ore 21,30

Francesca Genti

LA POESIA MI FA VENIRE LA FEBBRE

Torna da Alice la scrittrice e poetessa Francesca Genti, che mette in scena un reading-anteprima del suo romanzo La febbre (Castelvecchi Editore), alternandone la lettura di  alcuni capitoli con la lettura di poesie nuove e vecchie, scritte da lei e a quattro mani con i personaggi del suo libro.

Francesca Genti è nata a Torino nel 1975, vive a Milano. Ha pubblicato le raccolte di poesia Bimba Urbana (Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004), Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009) e il libro di racconti Il cuore delle stelle, aggiornatissimo catalogo dei maghi (Coniglio Editore, 2007). È  di prossima pubblicazione, per Castelvecchi, il romanzo La Febbre.
Realizza lavori di arte visiva e libri d’artista di cui l’ultimo si chiama Sotto Botta.
Conduce seminari di lettura attiva dei Tarocchi.

Venerdì 4 febbraio 2011 – ore 21,30

Marco Simonelli

WILL WITH SEBASTIAN

Questo titolo sintetizza due pubblicazioni del poeta Marco Simonelli, delle quali ne effettuerà il reading  facendo contemporaneamente una citazione a quella meteora pop che fu negli anni ’90  Sin with Sebastian.

Will (Miosotis  2009) è un testo di formazione che racconta un iter di maturazione condiviso da diversi soggetti della comunità omosessuale. “Will” libera il potenziale d’infrazione già presente nell’ispiratore dei Sonnets e lo declina a prescindere da qualsiasi definibile identità biografica. I versi aspirano all’amplesso, indugiano in attese, si dimenano in tanga striminziti, accompagnano entropie onanistiche e reclamano, scatto dopo scatto, il loro esser non più soli bensì coppia di fatto.

Sesto Sebastian, Trittico per scampata peste (Lietocolle  2004) In scena un anomalo trittico per scampata peste ove stanno i personaggi, in piedi, muti dal principio poi animati da contrastanti controscena. Sebastiano al centro aspetta il suo turno, legato ad un palo che si scoprirà più avanti essere un lampione di boulevard mal frequentato.

Marco Simonelli è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Lavora come traduttore. Nel 1998 ha pubblicato il racconto in versi Memorie di un casamento ferroviere del ’66 (Florence Art, Firenze). Del 1999 sono invece Giorni Verdi (Lietocolle, Como) e Notturno per grondaia e fili della luce (Gazebo, Firenze). Dal 2000 al 2003 ha fatto parte del gruppo di poesia performativa Stanzevolute. Sue poesie, interventi, traduzioni  e recensioni compaiono sulle riviste L’Area di Broca, L’Apostrofo, Atelier, Testo a Fronte, Re:, Poeti e Poesia, Tabard, Trivio, Reti di Dedalus, Nazione Indiana e Absolute Poetry. Del 2004 è il poemetto Sesto Sebastian – Trittico per scampata peste (Lietocolle, Como), riscrittura in chiave omosessuale del martirio di San Sebastiano: dal testo è stata tratta una performance presentata a Firenze, Roma, Pistoia, Montiglio e Palermo. Nel 2007 è uscito Palinsesti – Canzoniere Catodico (Zona, Arezzo) e nel 2009 Will – 24 sonetti (D’If, Napoli).

Venerdì 18 febbraio 2011 – ore 22

O.P.M. – ORGANISMI POETICAMENTE MODIFICATI

Performance Poetico Musicale
“Abbiamo riciclato le parole perché le parole esistono già, ogni parola ha la sua storia che inizia molto prima di noi, le parole che noi usiamo sono state già usate da molti, comporre un testo nuovo con parole antiche è il senso della storia, non possiamo fare altro che usare i mattoni vecchi per costruire una nuova storia; i mattoni vecchi sono fatti di materia antica, di minerale, di storia che è iniziata in tempi geologici prima che noi esistessimo e che si rinnova nel presente con l’inconscio dell’anima della terra”

In un mondo dove si modificano geneticamente i pomodori, gli O.P.M. cercano di individuare il gene della poesia e tentano di svilupparlo con metodi naturali, per rafforzarlo e farlo sopravvivere.
In un mondo che considera la poesia una magnifica eccezione, gli O.P.M. vogliono tutelare l’atto poetico e farlo diventare un sistema di vita resistente agli agenti patogeni e atmosferici, al consumismo, agli edificatori selvaggi, ai coltivatori chimici, agli inquinatori patologici.
O.P.M. significa filosofia del superfluo che diventa necessario e apre sempre nuovi orizzonti all’esistere.
Gli O.P.M. fanno poesia attiva e si prodigano per crearne occasioni di diffusione.
Gli O.P.M. sono: Pino Giodice, Mauro Righi, Giuliano Mori, Riccardo Fancini, Maurizio Forte, Vito Scaccianoce.


Domenica 5 dicembre – ore 21

6 Ott

SLAM POETRY


Poesia è poiein, è fare, anche per poter trovare il dicht, il dire.
Slammare
è l’arte di dire ad alta voce poesia in un poetry slam, competizione poetica in cui anche il pubblico, oltre al poeta, ha un ruolo attivo, centrale. L’Alice Poetry Slam pone a confronto poesia e hip hop, mondi fino ad oggi paralleli che nel poetry slam, grazie ad inedite o riscoperte congruenze, stanno ritrovando un logos comune.

Se i versi dei rapper invitati denoteranno le tipiche ritmiche incalzanti che fanno scivolare ed arrotare il senso, i poeti performer proporranno un adattamento sonoro del testo poetico che vanta lontane radici troubadoriche. Quello che conta, in ogni caso, è creare durante l’evento dello slam, uno spazio temporaneo condiviso, in cui slammer e rapper nel competere (da cum-petere, insieme andare verso) con messaggi simultanei e reiterati, possano sperimentare con i loro acting quell’energia che sa rinnovare la funzione sociale della poesia.Alice Poetry Slam giunge proprio dove l’accoglienza è già luogo d’ascolto. Nella zona dove attraverso lo specchio le parole vanno ad assomigliare alla libertà da esprimere e da condividere.

alberto mori e dome bulfaro

slammer e rapper partecipanti

Dana Drunk
Silvia Monti
Diego Perfettibile
Alfonso Petrosino
Simone Savogin
Skarty Doc
Voltus 273

+ autore a sorpresa

MC Dome Bulfaro e Marco Borroni

Tra la prima e la seconda manche verrà presentato il libro “incastri metrici vol. 2” (Arcipelago Edizioni 2010) a cura di Marco Borroni

 

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti e PoesiaPresente

Venerdì 4 giugno – ore 21,30

30 Mag
In collaborazione con il Circolo poetico Correnti, incontro con Paul Polansky, poeta statunitense in Italia per la presentazione del libro


THE UNDEFEATED (Imbattuto)

Traduzione e cura: Valentina Confido
Testi introduttivi di Jack Hirschman e Valentina Confido
Collana “Poesia come pane”



Le poesie di Polansky, siano esse personali o impegnate e “arrabbiate”, colpiscono subito come un pugno allo stomaco. Ampia è la varietà di esperienze umane descritte, vissute in prima persona o viste dagli occhi di chi si muove con la passione nel corpo e nello spirito, e si batte perché le cose migliorino. La parola può cambiare il mondo, specie quando essa è il riflesso scritto di un’azione compiuta o di una voce urlata contro le ingiustizie del mondo. Questa è la poesia di Polansky: lo specchio di un uomo che non ha mai permesso che gli eventi gli scorressero addosso, ma che al contrario si è lasciato toccare e ferire dalla vita propria ed altrui. Polansky lotta sempre, da vecchio pugile, ed ancora imbattuto resiste alle offensive di una società ingiusta, perché sa che il match non è mai finito e nulla è perduto, né per sé stesso né per la gente da lui sostenuta e difesa.

Si può anche dire che tra tutti i poeti americani in Europa, ma anche negli Stati Uniti, Polansky è il più concretamente impegnato nelle cause per i diritti umani che riguardano le vittime dell’olocausto, specialmente quello inflitto alle popolazioni Rom, e questa è una delle ragioni per cui nel 2004 gli è stato conferito il Premio Weimar, il prestigioso riconoscimento tedesco per i diritti umani.Andando alla radice della Parola/Azione di queste poesie — ed è forse proprio questo il cuore dell’autenticità delle opere di Polansky — il lettore entrerà in un mondo che non conosce, come la maggior parte di noi. Apprenderemo, ed impareremo davvero alcune cose su popoli diversi, con modalità che saranno totalmente e straordinariamente indimenticabili — rivelate da un uomo che ha viaggiato per il mondo e che è passato dall’essere un attaccabrighe in una cittadina del Middle West americana, ad essere un pugile di fatto, per poi spostarsi in Europa nel 1963 e continuare la Giusta Battaglia, nei suoi numerosi libri di poesie, con la migliore arma in mano.

(Jack Hirschman)

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Paul Polansky è nato a Mason City (USA) nel 1942, ma ha passato gran parte della sua vita a Madrid, dove si è trasferito negli anni Sessanta, per evitare l’arruolamento forzato per il Vietnam. In Spagna si è occupato di giornalismo ed è stato curatore di tre riviste. Dal 1999 è impegnato in Kosovo come attivista e difensore dei diritti delle popolazioni Rom che, dalla fine della guerra tra serbi e albanesi, sono soggette ad un vero e proprio genocidio. Nonostante egli debba la sua fama mondiale alle sue battaglie a tutela dei Rom kosovari, Polansky è anche un prolifico ed apprezzato romanziere e poeta, che riesce a fondere, nei suoi scritti, l’esperienza di sessantasette anni vissuti intensamente e l’impegno a salvaguardia di una cultura gitana che lo ha toccato nel profondo e che la civiltà occidentale tende a sopprimere. Nel 2004 Polansky è stato insignito del prestigioso Human Rights Award della città di Weimar, in Germania. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, tra cui “Living Thru It Twice” (1998), “Stray Dog” (1999), “Not a Refugee” (2000), “The River Killed my Brother” (2001), “The Blackbirds of Kosovo” (2001), “Bus Ride in Jerusalem” (2003), “To UNHCR With Love” (2003), “Where is my life?” (2004), “Kosovo Blood” (2004), “Un-leaded Blood” (2005), “Sarah’s People” (2005), “Roma” (2006), “Safari Angola” (2007) e “Gypsy Taxi” (2007), il romanzo “The Storm” (1999), oltre ad alcuni volumi che raccolgono per iscritto le testimonianze orali di varie popolazioni zingare: “Black Silence” (1998) e l’ambizioso progetto in tre volumi “One Blood, One Flame: The Oral Histories of the Yugoslav Gypsies before, during and after WWII” (2006-2008).

Venerdì 14 maggio 2010 – ore 22

15 Mag



Vincenzo Costantino Cinaski – Folco Orselli

POESIE E MUSICA SULLA VIA DELLA SETE

Reading ironico, libertario, anarchico. Sregolato e profondamente semplice, diretto.
La vita viene raccontata dal margine senza ipocrisia e mezze misure, si parla se si ha qualcosa da dire e si tace se non si è vissuto.
Lo spettacolo di Cinaski è una celebrazione della curiosità, la vita viene scandagliata in tutti i suoi aspetti e con l’assistenza del buonumore, perenne complice e colpa, tutto viene rubato, ogni piccolo momento ma anche restituito con la complicità della poesia.

Poeta e performer, conosciuto come il più stretto collaboratore di Vinicio Capossela (con il quale ha recentemente scritto a quattro mani il libro “In Clandestinità, Mr Pall incontra Mr Mall”, edito da Feltrinelli), Vincenzo Costantino Cinaski è un artista “libertario e naufrago volontario”, in grado di liberare la poesia dai luoghi più improbabili. Egocentrico e sbruffone, ma sotto sotto terrorizzato dalla vita, Cinaski sembra, a quarantaquattro anni suonati, un uomo fuori dal tempo, un coetaneo di Capossela invecchiato senza rendersene conto.
Qualcuno dice che è un genio, l’uomo nuovo della letteratura italiana. Qualcuno lo accusa di fare il verso a Bukowski e di ripetere, con maggiore asprezza e spontaneità, i vecchi motivi della beat generation. Difficile dire chi ha ragione se quei pochi (di cui una consistente parte francese) che lo osannano o quei molti (di cui buona parte italiani) che ne ignorano l’esistenza.

Al pianoforte, sul palco con Cinaski, il cantautore Folco Orselli, artista poliedrico ed eclettico i cui testi possono rievocare antiche reminiscenze passate come contemporanee fotografie della società dei nostri giorni, accompagnate da influenze musicali internazionali che vanno dal blues, al funky e al jazz. Nel 2001, insieme a un esclusivo gruppo di affiatati cantautori, ha creato un autentico e originale movimento musicale milanese: il Caravanserraglio, nato come necessità di scambio di emozioni musicali prodotte in vivaci spettacoli con il sintomatico proposito di comunicare professionalità e spontaneità. Nel 2003 ha suonato “interpretando” il ruolo di se stesso insieme alla sua band, nel lungometraggio di Silvio Soldini “Agata e la tempesta”. Il suo ultimo lavoro “Milano Babilonia”, uscito nel 2007 e registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, conserva il sapore vintage sia nei testi che negli arrangiamenti, mettendo in campo tematiche di estrema attualità attraverso una verve interpretativa di impatto.

Venerdì 28, Sabato 29 maggio – ore 21,30

18 Gen

Semiolabile CinematograficaTeatro Singolare Plurale

SONNAMBULI

Dal romanzo Sonnambuli di Puccio Chiesa (2009)
con Linda Confalonieri

Riduzione drammaturgica e messa in scena Massimo Guerci
Arrangiamenti audio Emiliano Confalonieri
Video Puccio Chiesa
Regia Puccio Chiesa e Massimo Guerci

Alighiero è un “sognatore” del D.I.O. (Dipartimento Igiene Onirica), il suo viaggio tra i luoghi attraversati dal “male”  lo avvicina e lo allontana dalla Capitale, dalla soluzione del problema, da sé stesso.

Parola, immagine, poesia, suono, corpo, voce, tutti gli elementi si toccano e si confondono, dando vita ad una performance che distilla il romanzo di partenza. Il testo originale interagisce con la scena, non si impone ad essa. I video scandiscono i tempi, suggeriscono immagini oniriche, aprono finestre che fanno entrare il buio in una stanza allucinata. In scena Alighiero, da solo. Cosa fa? Qual’è il suo compito? Quali sono i suoi pensieri? Si trova bene? Queste le domande di partenza, semplici e comuni.

Tratto dall’omonimo romanzo di Puccio Chiesa, Sonnambuli è un percorso attraverso i linguaggi di confine, in cui teatro, video e parola si incontrano e si confondono generando sogni e finzioni, poesia e allucinazione, identità e alterità.

Domenica 31 gennaio – ore 18

17 Gen

Maram Al-Masri

TI GUARDO

Presentazione del libro di Maram al-Masri, una delle voci più significative del panorama letterario arabo. La poetessa siriana presenta il suo ultimo lavoro “Ti guardo” (ed. CASA DELLA POESIA, traduzione di Marianna Salvioli, cura di Raffaella Marzano) in un reading particolare, in cui il fascino della lingua araba trasmette l’intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza.

«Ho visto una sola volta Maram Al Masri, e una sola volta l’ho ascoltata leggere le sue poesie. Tanto è bastato per capire la qualità del suo lavoro e cogliere in lei un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare. E leggendo questo suo libro mi rafforzo in quella mia prima impressione.

Maram al-Masri  ci dona un canzoniere d’amore luccicante come perle, e tenebroso come la più nuvolosa delle notti. Invito il lettore a immergersi in questo libro come se fosse una fontana , una di quelle fontane sacre in cui gli antichi amavano pensare di potersi purificare e di celebrare un rito di rinascita.»

Giuseppe Conte


Ha scritto di lei il grande poeta arabo Adonis: «Due cose mi attraggono nella scrittura di Maram al-Masri: la prima è il modo con cui Maram riesce a dare forma linguistica alla sua femminilità, vissuta e immaginata con purezza originale, ma che scivola poi con le parole, le sensazioni e le impressioni, in modo libero attraverso i labirinti dell’erotismo.

La seconda è come tutto ciò sia tradotto in una scrittura che pare non tanto tecnica quanto organica, fatta di passione, di quotidianità, di cose semplici ma calorose ed incontenibili, al punto che tutto il suo corpo ne venga coinvolto, per fermarsi invece quasi all’orlo della lingua…»

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti – Crema

Domenica 21 febbraio – ore 18

17 Gen

Incontro con la poesia di

FRANCESCA GENTI

Francesca Genti  (Torino,1975), vive a Milano dove conduce una doppia vita: di giorno impeccabile redattrice, di notte poetessa, performer e cartomante negli oscuri bassifondi della metropoli. Oltre alla poesia e alla cartomanzia, ama molto i gatti, i videogiochi e i biscotti a forma di animale con i quali intrattiene lunghe e interessanti conversazioni. Ha pubblicato i libri : Bimba urbana (Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004), Il cuore delle stelle (Coniglio Editore,2007),Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009).

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti – Crema

Mercoledì 19 maggio – ore 21

17 Gen

Nicola Frangione

LA VOCE IN MOVIMENTO

e trasversalità video-sonore

Reading-performance di poesia sonora.

L’esperienza e i concerti di Poesia Sonora con Nicola Frangione sono orientati verso quella che alcuni artisti definiscono: “drammaturgia delle arti”. L’attenzione al gesto come elemento espressivo fondamentale segna in maniera indelebile il suo lavoro. Abbiamo allora una vocalità che, da una parte, partecipa alle performances del corpo, ponendosi alla stessa stregua degli altri elementi linguistici, dall’altra, si manifesta in veste di protagonista, in tutta la sua compiutezza, in una dimensione sonora che si lega al testo e alla musica secondo modalità intermediali, rispettando gli orientamenti fondamentali della “poesia sonora”, ben consolidati in mezzo secolo di prassi e di osservatorio pragmatico.

A partire da “vocecevovoce”, del 1980, Nicola Frangione mette in cantiere lavori che si fondano sull’uso del testo e della musica in chiave sinergica, nel senso che tali elementi non sono semplicemente in un ottica di sola “spettacolarità”, ma vengono costruiti con reciproco sostegno al fine di “rivelare” la voce, di manifestarla “poieticamente”, di manifestarne la sonorità in tutta la sua pregnanza. Si tratta di “poesia del suono”, di un evento sonoro come oggetto artistico, dove testo, voce, musica sono in stretta fusione.

Il corpo, il suono, e i caratteri grafici della parola interagiscono sempre in un animale nomade che si trasferisce in spazi differenti  è in movimenti dinamici , si modifica anche nella grafica filmica dello spazio-tempo.

Nel lavoro sonoro di Nicola Frangione, quindi, si registra un ampliamento ed uno sfondamento dello specifico tecnico; si va oltre il limite della produzione artistica di settore, ma nello stesso tempo è possibile ritrovare una “parola totale” che sa raccontarsi e anche farsi guardare, divenendo architettura, costruzione visiva, e poi suono ed eco figurativa di una tensione poetica per poter viaggiare meglio verso orizzonti totalizzanti.

Nicola Frangione è nato a Forenza PZ italy nel 1953.  Vive e lavora a Monza dal 1972, artista interdisciplinare e sperimentatore di varie tecniche artistiche: arti visive, musica e poesia sonora, regia video e teatro, poesia visiva.

Oltre la Poesia visiva è stato uno dei più importanti Mail-artisti italiani, da circa 30 anni contribuisce allo sviluppo e alla diffusione in italia organizzando progetti, mostre e laboratori itineranti.

Ha pubblicato e prodotto edizioni di libri-d’arte, libri-oggetto: Dal 1975 rivista di poesia “Armadio e Officina”.- 1977 il libro “Osservazioni critiche sulla funzione del nervo ottico nella semiotica dell’arte”.- 1979 il libro “The relativity of language as the enigma of art”-. 1980 “Zen and Art” e “Snapshot”.- 1987 “Madame et Theatre”-. Dal 1987 al 1995 ha diretto con Luigi Bianco la rivista di dinamiche culturali “Harta” e Osaon  spazio artistico multimediale di Milano.- Dal 1996 direzione di coordinamento delle edizioni “Harta Performing” sulla performing arts italiana.

La sua ricerca nel campo musicale e della Poesia-Sonora ha visto la pubblicazione di dischi e cd: 1983 “Mail Music” l.p.- 1985 “Italic Environments” l.p. edizioni Armadio Officina-. 1997 il cd “Radio Art”.-

1999 il cd. “Rapporti orali e trasversalità sonore”. Suoi lavori sonori sono stati trasmessi da radio nazionali in: Olanda, Svezia, Spagna, USA, Giappone, Canada e da RAI uno e RAI tre in Italia.

Come regista video, sui lavori sono stati trasmessi in rassegne e programmi televisivi dal 1985 al 1995:

Film Maker di Milano. U-TAPE centro video di Ferrara.  Video Festival di Tokio. Art video-festival di Stoccolma. CMU di Madrid. Festival Arnhem in Olanda. Tele+3 Italia ecc.

Con performances e Reading Action Poetry partecipa a numerose rassegne e festival internazionali. Tra gli ultimi suoi lavori attualmente itineranti si segnala: “Percorsi attraverso percorsi”, “Italic Environments”, “Allitterazioni Sonore”, “Oralità e Trasversalità Sonore”.

Dal 2002 è direttore artistico del festival Internazionale ART ACTION-Harta Performing di Monza. Con il Comune di Monza, Provincia di Milano e Regione Lombardia.

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti – Crema

Sabato 21 novembre – ore 21

4 Ott

VIDEOPOETRY DREAM

Installazione di Videopoesianicola frangione

Il linguaggio visivo interagisce con il sogno plasmando l’immaginario. Le parole e le immagini sono in costante e provvisoria trasformazione. In quest’ambito dove la materia è lieve e le forme sono tracce visioni micropassaggi e paesaggi di impressioni, la videopoesia passa da viaggi in auto a suoni d’arpa sulla pelle. In sfera sensitiva a specchio entro la natura. Con gesto d’assenza al centro del cuore. Attraverso città del proprio gioco fra ricchezza ed incubo con performance migrante verso il nulla dove Pinocchio ama la Fata Turchina. Da qui si scopre la verità infermabile. La veste del cielo.

Caleidoscopio e ritmia di parola. Psichedelia a passeggio in collina.Questo in essenza il collante del microtesto che passaattraverso i video i quali  offrono un variegato contesto di sperimentazioni  sul tema.

Opere di Caterina Davinio, Gruppo Solaris, Antonio Meo, Semiolabile Cinematografica, Patrizia Monzani, Annelisa Addolorato, SempreCreativaPoetica, Gruppo Fludd, Maria Grazia Martina, Nicola Frangione, Giorgio Longo, Gruppo Sinestetico, Gherardo Bortolotti.

In collaborazione con il Circolo Poetico Correnti.