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CINEMA SOTTO LE STELLE

28 Giu

La Pro Loco di Castelleone, l’Associazione Culturale Cultura&Libertà, in collaborazione con il Comune di Castelleone e Alice nella città presentano

CINEMA SOTTO LE STELLE

Sei appuntamenti col cinema d’autore nel cortile di Palazzo Brunenghi a Castelleone (via Roma 67, accesso da via Rocca).

Cinema sotto le stelle. Stelle e cinema. Un connubio che dalla nascita della settima arte spinge noi spettatori a osservare un firmamento a forma di schermo e far sì che l’onirico prevalga sul reale. Tornando sulla terra castelleonese, abbiamo pensato che, per questa estate 2017, offrire un sguardo su quanto il cinema italiano ci sta offrendo in questi ultimi mesi, fosse interessante per vari motivi. Innanzitutto per sfatare l’eterno leit motiv della vera o presunta crisi della nostra macchina-cinema, dall’altro per rimettere alla vostra attenzione gli episodi filmici che forse nelle nostre piccole sale di provincia non hanno potuto godere della visibilità che, a nostro avviso, a-rebbero potuto o dovuto meritare. Insomma cerchiamo di aprire il sipario sul lato oscuro della lu-na per far brillare nuove stelle magari solo un poco nascoste per eccesso di realtà.

IL PROGRAMMA

Venerdi 14 luglio 2017
Ore 21,15
INDIVISIBILI

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ITALIA 2016
Regia: Edoardo De Angelis

Venerdi 21 luglio 2017
Ore 21,15
PERICLE IL NERO

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ITALIA, BELGIO, FRANCIA 2016
Regia: Stefano Mordini

Venerdi 28 luglio 2017
Ore 21,15
FUOCOAMMARE

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ITALIA, FRANCIA 2016
Regia: Gianfranco Rosi
Premio Orso d’oro 2016
Festival di Berlino

Venerdi 4 agosto 2017
Ore 21,15
MILANO, VIA PADOVA

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ITALIA 2013
Regia: Antonio Rezza
Flavia Mastrella
La serata prevede un rinfresco alla fine della proiezione

Venerdi 11 agosto 2017
Ore 21,15
SANGUE DEL MIO SANGUE

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ITALIA, FRANCIA, SVIZZERA 2015
Regia: Marco Bellocchio

Venerdi 18 agosto 2017
Ore 21,15
CONSPIRACY LE ORIGINI DELLA SOLUZIONE FINALE

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USA 2001
Regia: Frank Pierson
Presentazione del film a cura di Andrea Del Corno
Alla fine della proiezione seguirà un commento sulla figura di Primo Levi
da parte di Angelo Lacchini

 

INGRESSO € 5
In caso di pioggia il film verrà rimandato a nuova data

 

Angels and Daemons at Play

14 Nov

CINEINVERNO 2016

Angeli e diavoli, bene e male, yin e yang. Alice chiude la sua decennale stagione cinematografica sposando il genere che forse maggiormente cerca e mostra l’incapacità cronica di interezza dell’animo umano. Prendendo a prestito il titolo da un disco dei Motorpsycho e dal sublime jazzista Sun Ra, vi proponiamo cinque film dove diavoli di ogni forma, specie e provenienza arrivano a turbare e punire difetti, debolezze, colpe e peccati, dove la fine spesso diviene un incubo peggiore dell’inizio. Polaski e Dario Argento in testa e in coda, in mezzo autori del calibro di Sam Raimi e le nuove leve David Robert Mitchell e i geniali Jaume Balagueró e Paco Plaza. W le Cinema.

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Mercoledì 23 Novembre ore 21,15

Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York

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Di Roman Polanski, Usa 1968, 136’, colore. Con Mia Farrow, John Cassavetes, Ralph Bellamy, Ruth Gordon.

La vita di Guy e Rosemary, giovane coppia in attesa di un figlio, cambia radicalmente quando fanno la conoscenza dei loro vicini di casa, due anziani signori all’apparenza affabili e innocui. I sospetti pian piano divengono realtà e Rosemary farà di tutto per salvare il figlio che sta per avere. Dal romanzo omonimo Ira Levin, Polanski realizza il suo film più importante e ambizioso. Il non mostrato crea nello spettatore un senso di angoscia e attesa che raramente è accaduto di percepire in un cinema cosiddetto di genere. Da vedere e rivedere. Primo Oscar a Ruth Gordon come migliore attrice non protagonista.

Mercoledì 30 Novembre ore 21,15

Drag me to Hell

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Di Sam Raimi, Usa 2009, 99’ colore. Con Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver.

Christine, giovane impiegata in un istituto di credito, commette il grave errore di negare un prestito in denaro, per mostrarsi “efficiente” agli occhi del capo, alla signora Ganush, un’anziana zingara. Dal quel giorno la ragazza è perseguitata dal demone Lamia che le renderà la vita alquanto dura e inquietante. Il genio di Sam Raimi ancora una volta fa centro producendo un horror intelligente ed ironico, dove il classico luogo comune del genere (la maledizione), viene esasperato al punto da riuscire ancora a spaventare e divertire il pubblico come se il cinema fosse stato appena inventato.

Mercoledì 07 Dicembre ore 21,15

[Rec]

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Di Jaume Balaguerò e Paco Plaza, Spagna 2007, 78’ colore. Con Angela Vidal, Pablo Rosso, Vincente Gil.

 Ángela, giornalista di una tv locale di Barcellona, insieme al suo cameraman Pablo, viene mandata in una caserma dei pompieri con lo scopo di realizzare un servizio sui loro interventi notturni. Chiamati da un allarme, i vigili del fuoco arrivano presso un palazzo. L’incendio non c’è ma quello che vi trovano all’interno va al di là di ogni loro peggior previsione. Girato intermente in digitale e camera a mano (il punto di vista dello spettatore è la videocamera di Pablo) è il film che impone al mondo la scuola horrorifica spagnola che ha furoreggiato nei primi anni duemila. Claustrofobico e snervante, il film è una vera e propria “salita” all’inferno, dove la mancanza del “filtro” analogico rende ancor più credibile e spaventosa l’intera vicenda.

Mercoledì 14 Dicembre ore 21,15

It Follows

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Di David Robert Mitchell, Usa 2104, 100’ colore. Con Maika Monroe, Keir Gilchrist, Olivia Luccardi.

Dopo una serata conclusasi con un incontro sessuale totalmente innocente e casuale, la diciannovenne Jay, si ritrova ad essere perseguitata da strane visioni e dalla certezza che qualcuno la stia seguendo. La verità sarà ovviamente molto peggiore di qualsiasi previsione. La paura dell’uomo nero che ci perseguita e ci vuole fare del male senza alcun apparente motivo è antica quanto il mondo. Questo teen-horror esplicita in maniera intelligente e mai banale questo tipo di timore che emerge chiaramente dal senso di colpa della protagonista. Ottima regia e costante tensione fanno di questo film una delle migliori pellicole di genere degli ultimi dieci anni.

Mercoledì 21 Dicembre ore 21,15

Suspiria

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Di Dario Argento, Italia 1977, 95’ colore. Con Jessica Harper, Stefania Casini, Alida valli, Joan Bennett, Flavio Bucci.

Susy Bennet è una studentessa di danza classica che arriva presso la prestigiosa accademia di danza di Friburgo durante una notte in cui infuria un temporale. Respinta all’uscio nonostante avesse già concordato da tempo il suo arrivo, dal giorno successivo si rende conto che qualcosa di sinistro e misterioso è a capo del collegio e che ognuno dei suoi abitanti ha inquietanti segreti da nascondere. Il capolavoro assoluto di Dario Argento e uno dei migliori film di genere mai apparso sul grande schermo, è la storia di streghe più terrificante mai raccontata. Sonno e veglia, verità e finzione spostano il piano narrativo in una sorta di “zona del crepuscolo” dove accade di tutto e dove lo spettatore è chiamato a un costante e un incessante livello di tensione che scoppia in improvvisi climax visivi e sonori fatti di incredibili invenzioni orrorifiche accompagnate ancora una volta, dalla superlativa colonna sonora dei Goblin. Eccezionale la fotografia di Luciano Tovoli (uno degli ultimi film ad essere stampato in technicolor) che restituisce tra sapiente uso dei grandangoli e colori vivi ed accesi, lo stato d’animo dei protagonisti. Impedibile!

I Castelli dei destini incrociati

30 Set

CINEAUTUNNO 2016

Il destino, il fato sono temi antichi quanto l’uomo stesso. Come il caso governa le nostre esistenze? Che peso ha nelle nostre scelte? Il nostro libero arbitrio quanto conta nelle strade che imbocchiamo in ogni momento della nostra vita?
Ispirandoci nel titolo, alla magnifica opera di Italo Calvino i cui racconti scaturivano da continui intrecci tra i simboli dei tarocchi del mazzo cosiddetto di Marsiglia, ci interroghiamo in proposito aiutandoci con cinque film italiani usciti negli ultimi due anni. Ritratti d’esistenze in lotta sia con il destino che con le proprie interiorità, i propri demoni da sfamare e la voglia di una vita che assomigli il più possibile ai propri sogni. Intrecci e ritratti che ci permettono di fare anche un piccolo punto sul nuovo cinema italiano ancora ricco di nuove storie da raccontare.

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Mercoledì 12 Ottobre ore 21,15

Non essere cattivo

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Di Claudio Caligari, Colore, Ita 2015, 100’.
Con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei.

La vita di due amici, Vittorio e Cesare, nelle borgate romane degli anni ’90 tra droghe, malavita e tentativi di costruirsi un futuro per salvarsi da povertà e miseria.
Il testamento artistico di Claudio Caligari, morto alla fine del montaggio, è un eccellente spaccato della fine del mondo cantato e filmato da Pier Paolo Pasolini. Mondo seppellito da industria, cemento e tecnologia. Un film che resterà nella storia del cinema italiano.

Mercoledì 19 Ottobre ore 21,15

Alaska

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Di Claudio Cupellini, Colore Ita/Fra 2015, 125’.
Con Elio Germano, Astrid Bergès-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Rodonicich.

Nadine e Fausto, lei francese, lui italiano si incontrano a Parigi. Si innamorano e sembrano disposti a tutto pur di realizzare i propri sogni e desideri.
Ottimo ritratto di due solitudini che occhieggia molto ai grandi registi francesi della prima metà degli anni ’70 come Eustache e Lelouche. Grande prova d’attore per Elio Germano che gestisce dramma, azione e tensione con rara maestria.

Mercoledì 26 Ottobre ore 21,15

Hungry Hearts

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Di Saverio Costanzo, Colore, Ita 2014, 109’.
Con Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell,Jake Weber.

Jude, americano, e Mina, italiana, si incontrano a New York. Si innamorano e vanno a vivere insieme. In breve Mina rimane incinta. Pian piano la donna comincia a sviluppare per il neonato una sorta di ossessione che porterà la vita della giovane coppia a cambiare irrimediabilmente.
Tratto dal romanzo Il Bambino Indaco di Marco Franoso, Costanzo gira un film in linea con la sua poetica filmica fatta di un realismo prepotentemente intaccato dalle devianze della mente umana. Coppa Volpi a Venezia per Alba Rohrwacher.

Mercoledì 2 Novembre ore 21,15

Smetto quando voglio

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Di Sidney Sibilia, Colore Ita 2014, 105’
Con Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi.

Un gruppo di ricercatori universitari costretti dalla Grande Recessione a sbarcare il lunario con i lavori più impensati, si ingegnano per dare una svolta alle proprie vite. L’idea è l’immissione sul mercato di una nuova droga da loro ideata e prodotta.
I destini questa volta sono quelli di una banda creata ad hoc fatta da persone diversissime tra loro ma accomunate dall’essere laureate.
Sibilia innesta sui canoni codificati da Guy Ritchie, Andrei Dominik e Manetti Bros. una commedia all’italiana d’oggi che, vuoi per il cast di attori, vuoi per l’ottima sceneggiatura, è una vera e propria boccata d’ossigeno per un genere che da troppo tempo soffre di prodotti non proprio all’altezza.

Mercoledì 9 Novembre ore 21,15

I Corpi Estranei

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Di Mirko Locatelli, Colore Ita 2013, 96’.
Con Filippo Timi, Jaouher Brahim.

I destini di Antonio e Jaber si incrociano in un ospedale milanese. Antonio venuto per curare il suo bambino malato, Jaber per incontrare un amico anche lui degente. La diversità tra i due porterà ad un inevitabili incontro/scontro dal quale soprattutto Antonio, uscirà cambiato e rafforzato.
Sulla lezione di Girgio Diritti e del magnifico Welcome di Philippe Lioret, ancora una storia dove la diversità si mostra in tutta la sua concretezza e verità, un luogo quasi fisico dove l’umanità cerca in ogni modo di entrare per riuscire ad averne ragione.

Conflitti e Confini

18 Apr

Ritorna il cineforum di Alice con un tema che da tempo pressava nelle nostre teste e nelle nostre coscienze per la necessità di dover essere affrontato. Viviamo un periodo di grande turbolenza internazionale. L’impressionante contemporaneità di conflitti che stanno squassando soprattutto la vicina Africa e il Medio Oriente si ripercuote inevitabilmente sul nostro continente, sempre più coinvolto sotto diversi aspetti in queste guerre vecchie ma nuove, dalle modalità in continua evoluzione. D’altronde, seminando vento non si può che raccogliere tempesta.

La pluralità delle cause etniche, religiose, economiche, sociali, opportunistiche che sta alla radice di questi conflitti produce oggi sia le morti civili nei luoghi di battaglia, sia le vittime europee degli attentati, mentre le nostre periferie urbane per un annunciato gioco del destino producono a volte gli stessi attentatori.

Ma soprattutto, i conflitti producono oggi un’ondata senza precedenti di esseri umani in disperata fuga, troppo spesso letale quanto la guerra stessa. Migliaia di profughi si ammassano in condizioni estreme ai confini di stati che nell’indifferenza, anzi, nell’insofferenza generale preferiscono respingerli e girare lo sguardo dall’altra parte.
Abbiamo ragionato a lungo sul tema delle guerre passate e presenti, selezionando quattro film dei quali solo uno mostra in maniera diretta le scene di una guerra a noi molto vicina nel tempo e nel luogo, oltreché paradigmatica nella sua “modernità”. Gli altri tre film invece si concentrano più sui riflessi, sugli “effetti collaterali” che i conflitti attuali e del recente passato producono e hanno prodotto sulla popolazione civile, condizionando le vite, le relazioni interpersonali, le famiglie, gli affetti dei loro protagonisti.

 

20 APRILE 2016 – ore 21.15

No Man’s Land

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2001 – Regia di Danis Tanović
Ciki, e Tzera, due miliziani bosniaci scampati al massacro della loro squadra, e Nino, soldato serbo di primo pelo, si ritrovano per un gioco del destino a condividere una trincea situata nel mezzo dei due fronti serbo e bosniaco, e pertanto terra di nessuno. Tzera è ferito e sdraiato su una mina innescata, al minimo movimento potrebbero saltare tutti in aria…
Un film drammatico e a tratti amaramente farsesco, ci mostra come nasce, evolve e “impazzisce” un conflitto dei giorni nostri, tra nemici che non si ricordano più chi ha cominciato e perché, ma continuano ormai solo per placare la sete di vendetta personale. A condire il tutto con una buona dose di paradosso, una ONU impotente un po’ anche per scelta e un video giornalismo d’assalto senza più ne scrupoli ne veri contenuti da raccontare.

 

27 APRILE 2016 – ore 21.15

La sposa siriana

la sposa siriana

(The Syrian Bride)
2004 – Regia di Eran Riklis
Mona vive in una terra di mezzo, nel villaggio druso di Majdal Shams, sulle alture del Golan, conquistato da Israele ma non riconosciuto come israeliano dalla Siria il cui confine è vicino. Destinata a un matrimonio combinato in Siria con un cugino siriano mai conosciuto, a causa del conflitto tra i due paesi Mona dovrà lasciare il suo villaggio e non potrà ritornare mai più.
Molti i temi al centro del film di Riklis, un racconto drammaticamente lieve di sentimenti e follia etnica, il coraggio di essere donne in un universo maschilista, la voglia di emancipazione frustrata, la tristezza dell’esilio, le distanze culturali e politiche che separano padri, figli e fratelli, un conflitto tra popoli che diventa condizione di vita.

04 MAGGIO 2016 – ore 21.15

Il tempo che ci rimane

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(The Time That Remains)
2010 – Regia di Elia Suleiman
Il regista Elia Suleiman, che interpreta se stesso, arriva su un aereo in Israele e sale su un taxi. Nel mezzo di un furioso temporale, il tassista, disorientato, ferma l’auto aspettando che cessi la pioggia. In questa circostanza sospesa Suleiman inizia a perdersi nei ricordi, e in una serie di flashback racconta la saga di una famiglia palestinese riassunta in quattro episodi chiave, segnati dal conflitto con Israele.
Solo apparentemente sullo sfondo, il conflitto israelo palestinese condiziona tutta la vita della famiglia raccontata dal regista, che mescola la storia privata, individuale, alla Storia più grande, politica, del suo paese. Un terra piegata dagli abusi del potere che si manifestano con registri contemporaneamente tragici e grotteschi, dove farsa e dramma si mescolano e convivono, come convivono nelle vite di molti le condizioni di cittadino e profugo.

 

11 MAGGIO 2016 – ore 21.15

Mare chiuso

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Documentario
2012 – di Stefano Liberti e Andrea Segre
Maggio 2009 – Settembre 2010: alcune migliaia di migranti africani vengono intercettate in mare dalle forze dell’ordine italiane e respinte in Libia, dove vengono arrestate e sottoposte a violenze ed abusi da parte della polizia libica. Questo grazie al patto di “amicizia” stipulato in quel periodo tra Berlusconi e Gheddafi. Dopo lo scoppio della guerra in Libia nel 2011 alcuni di questi profughi fuggono dalle prigioni e si rifugiano nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia. I registi del documentario li raggiungono e li intervistano, per raccogliere le testimonianze delle conseguenze dello sciagurato patto tra Libia e Italia, che

Un Te’ di Matti 2

13 Gen

Seconda edizione della rassegna di “Un Te’ di Matti”, che Alice nella città dedica ai bambini (ma non solo).

Rispetto alla prima edizione, il nuovo anno programma porta con se un interessante mix di eventi cinematografici e teatrali appositamente disegnati per i bambini; ovvero proposte che puntano ad intrattenere e divertire i più piccoli attraverso produzioni di grande qualità, in grado quindi di essere apprezzate anche dal pubblico più adulto.

IL PROGRAMMA

Domenica 17 gennaio – 15.30

“Kirikù e la strega Karabà”

(cinema)

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Domenica 24 gennaio – 15.30

“Un eroe sul sofà” di Madame Rebiné (FRANCIA)

(teatro)

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Domenica 14 febbraio – 15.30

“Il mio vicino Totoro”

(cinema)

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Domenica 21 febbraio – 15.30

“Le ochine” di Limen Teatro

(teatro)

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Domenica 28 febbraio – 15.30

“Wallace e Gromit”

(cinema)

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Domenica 13 marzo – 15.30

“La casa 99″ di Teatro di battaglia

(teatro)

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Domenica 20 marzo – 15.30

“Il gigante di ferro”

(cinema)

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Domenica 3 aprile – 15.30

“80 giorni” di Teatroallosso

(teatro)

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PASOLINI – IO SO. APPUNTI PER CINEMA ERETICO

21 Set

Alice nella città e Amenic Cinema insieme per celebrare Pier Paolo Pasolini.

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Perché? Qual è il senso di questa analisi oggi, a quarant’anni dalla sua scomparsa?

Approcciare questo cinema così caleidoscopico e tuttavia forte e immediato, richiede discussione, meditazione e passione. Così Alice e Amenic decidono di focalizzare i propri intenti sul cinema dell’intellettuale più amato e odiato del dopoguerra. Quel “Io so” che ha contribuito ad accelerare la fine della sua esistenza, diviene a sua volta, essenza stessa del cinema del regista friulano. Cinema, soprattutto nei suoi inizi, che è esperimento del passaggio dalla parola all’immagine. Una parola filmica che è corsara ed eretica insieme. Corsara nel restituirci il senso della sfida al mondo borghese e all’Italia chiusa nelle ferite del dopoguerra, eretica nell’irrisolto dilemma umano del regista, tra fede e ragione tra una vita violenta e la forma in rosa delle sue poesie.

Nove appuntamenti alla ricerca dell’identità del cinema pasoliniano che cercheranno di affrontarne i vari aspetti sia in termini tematici che stilistici.

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Compagno Cittadino Fratello Partigiano.

20 Apr

Settanta primavere cambiamo modi, tempi e prospettive. La memoria purtroppo spesso aleatoria, deve lasciare lo spazio alla testimonianza concreta. Quale mezzo meglio del cinema cosiddetto “della passione civile” si può arrogare il diritto di raccontare per tramandare. Raccontare ai posteri (noi) lo spirito che animò la lotta dei nostri padri per (ri) costruire ancora una volta daccapo l’Italia e far sì che l’uomo nuovo nascesse. Compagni, cittadini , fratelli e partigiani sono la collettività tutta che alza la testa e lotta. Alice resiste nella battaglia culturale e civile quotidiana e celebra l’anniversario resistente con due film: I piccoli Maestri di Daniele Lucchetti e Le Quattro giornate di Napoli di Nanny Loy. Due registi lontani anagraficamente ma uniti dall’etica che il soffio dello spirito combattente ha fatto arrivare sino a noi.

Mercoledì 22 aprile ore 21,15

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Titolo: I piccoli maestri

Regista: Daniele Lucchetti, Italia 1997, 116’, Colore.

Attori: Stefano Accorsi, Stefania Montorsi, Giorgio Pasotti, Marco Paolini.

Trama: Il passaggio dai libri all’azione di un gruppo di studenti universitari vicentini durante gli anni della guerra civile in Italia. Dall’autunno del 1943 alla primavera del 1945 con la presa di Padova da parte di alleati e bande partigiane.

Dal romanzo omonimo di Luigi Meneghello che descrive “i migliori anni” di una generazione divenuta matura a causa ma anche grazie alla guerra e alla lotta partigiana.

Martedì 28 aprile, ore 21,15

4giornate

Titolo: Le Quattro giornate di Napoli

Regista: Nanny Loy, Italia 1962, 124’, B/N.

Attori: Regina Bianchi, Enzo Cannavale, Aldo Giuffrè, Raffaele Barbato.

Trama: La descrizione della rivolta popolare nella città di Napoli che mise in fuga i tedeschi ancora prima dell’arrivo degli alleati. Tra i vari episodi il regista fa riferimento all’uccisione del dodicenne Gennaro Capuozzo insignito poi con la medaglia d’oro al Valor Civile.

Splendida ricostruzione di uno degli episodi che caratterizzarono l’insurrezione popolare nel sud Italia durante la “risalita” delle truppe alleate. Il film, ispirato al libro di Aldo de Jaco La città insorge: le quattro giornate di Napoli fu candidato all’Oscar nel 1962 come miglior film straniero e per la sceneggiatura.

Rosa non rosa (L’amore impossibile)

9 Mar

Nella scelta tra raccontare di amori possibili che, magari pure tra mille difficoltà, alla fine trionfano, e quella di raccontare di amori impossibili, improbabili, illusori, finti, che forse nemmeno hanno mai avuto una origine o uno sviluppo autentici, abbiamo scelto questi ultimi. Forse perché dei primi ne è stato, ne è e ne sarà pieno il cinema, piena la letteratura, piena l’arte in generale. Non che l’arte non si sia espressa anche sugli amori impossibili, anche se intesi nella maggior parte dei casi come o non corrisposti, o ostacolati da qualcosa di esterno, di indipendente dalla volontà dei protagonisti, dato che su questi due schemi da sempre si struttura la gran parte dei drammi amorosi.

In questa rassegna invece intendiamo raccontare di amori che sono resi impossibili in primo luogo dai loro stessi protagonisti, da coloro che dovrebbero/vorrebbero amare qualcun’altro.
Toccheremo allora il tema dell’amato immaginato (Ruby Sparks), dell’amato immateriale seppur reale (Lei), dell’amore agito solo sul piano corporeo, impossibilitato della dimensione sentimentale, per ragioni che rimangono insondabili e misteriose (Shame, Giovane e bella). Ma in definitiva, citando Ivano Fossati, cercheremo di ragionare attorno al mistero di essere così soli, troppo spesso a causa di noi stessi.

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Mercoledì 25 marzo 2015 – ore 21,15

Ruby Sparks

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regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris
USA – 2012 – colore.

Calvin è uno scrittore prodigio, arrivato giovanissimo al grande successo con il suo primo libro, ma in piena crisi esistenziale (creativa e sentimentale), davanti al secondo libro da scrivere, che tutto il mondo aspetta. Malgrado le difficoltà, riesce a ideare la protagonista femminile, Ruby Sparks, che più o meno consapevolmente plasma sulla sua immagine di donna ideale. Calvin ci crede, al punto che una mattina Ruby si personifica nel suo appartamento.

Prima apprezzabile scrittura di una giovane sceneggiatrice figlia d’arte, Zoe Kazan, nipote di Elia Kazan e figlia di due sceneggiatori, Nicholas Kazan e Robin Swicord. Anche lei ci crede, al punto di voler anche interpretare la protagonista femminile, in un film che racconta in primis la natura egoistica dei rapporti di coppia, ma anche (forse in chiave autobiografica) dell’essere in qualche modo vittime della propria stessa fama.

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Mercoledì 1 aprile 2015 – ore 21,15

Giovane e bella

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regia di François Ozon
Francia – 2013 – colore

Isabelle ha 17 anni, è molto attraente e altera, e durante le vacanze estive ha il suo primo, abbastanza triste e deludente rapporto sessuale. Al ritorno in città, si iscrive in un sito Internet per prostitute di alto rango con lo pseudonimo di Lea (il nome della nonna materna), ed inizia la sua doppia vita: alla luce del sole studente in una famiglia medio borghese del tutto normale, e in totale segreto prostituta per manager e professionisti facoltosi. Un giorno, durante il “lavoro” accade però un incidente che sembra mettere a soqquadro la sua vita.

Ancora una solida prova per il regista François Ozon, che con il consueto stile molto asciutto e minimale racconta di una adolescente incapace di sondare il sentimento amoroso, fermandosi all’esperienza corporea del sesso, e facendone mestiere con una apparente imperturbabile freddezza e distacco, del quale non sembra disarmarsi neanche quando è costretta a sottoporsi al giudizio di familiari e amiche, lasciandoci nel dubbio sulla sua vera natura.

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Mercoledì 8 aprile 2015 – ore 21,15

Lei (Her)

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regia di Spike Jonze
USA – 2013 – colore

Siamo in una sorta di futuro prossimo, o presente avanzato, dove i Sistemi Operativi (SO, da qui in poi) dei nostri computer, palmari e telefoni, entrano in via definitiva a far parte della nostra vita privata e sociale. SO con una voce, una personalità, un’intelligenza che si auto alimenta e cresce. Al punto da potersi prendere cura non solo della nostra posta, o delle nostre foto, ma anche della nostra anima. Al punto che c’è chi comincia d innamorarsene, ad avere con il proprio SO un rapporto sentimentale. E’ quello che succede a Theodore, il protagonista del film, di professione scrittore di lettere per conto terzi, ed in evidente crisi esistenziale e sentimentale dopo la fine del proprio matrimonio.

Già celebre autore di videoclip, Spike Jonze è al suo quarto e riuscito lungometraggio, che affronta il tema del solipsismo, dell’egoismo sentimentale, dell’assurda pretesa di un partner che si plasmi totalmente sulle nostre esigenze, e da attivare solo quando ci va. Un’illusione che dura poco, fintanto che l’intelligenza artificiale non cresce tanto da prendere reale consapevolezza di sé, rendendosi conto di essere votata a ben altro che a soddisfare un solo piccolo e banale ego, lasciandoci nuovamente e irrimediabilmente soli finché non impareremo veramente a con-vivere con chi, pur umano come noi, non può che essere diverso.

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Mercoledì 15 aprile 2015 – ore 21,15

Shame

shame

regia di Steve McQueen
Regno Unito – 2011 – Colore

Brandon vive solo, gode di un successo professionale apparentemente appagante, socializza in maniera superficiale solo con i colleghi di lavoro. La sua vita nasconde un segreto, dato che Brandon è un pornomane, assiduo frequentatore di siti, chat e riviste a luci rosse, sessualmente capace solo di ossessive masturbazioni e di rapporti occasionali esclusivamente a pagamento. Un giorno, questo seppur insano iter esistenziale viene disturbato dall’arrivo inatteso della sorella Sissy, con la quale vive da sempre un rapporto conflittuale, e che gli chiede ospitalità nel suo appartamento.

Un dramma toccante, una figura di disperata solitudine, un tentativo di riflessione sull’incapacità di amare, e non solo di amore di coppia si parla, ma in questo caso forse sopratutto di amore fraterno. Una discesa agli inferi nella quale solo un gesto estremo sembra far apparire un labile spiraglio di luce.

PRODUCI CONSUMA CREPA

15 Feb

Produci, Consuma, Crepa

Dalle analisi d’altri tempi di Giovanni Lindo Ferretti, incrociate con le nuove istanze apportate dalle elucubrazioni marxisto-lacaniane di Slavoj Zizek nel suo The Pervert’s Guide to Ideology, prende le mosse questa rassegna volta a mostrare limiti e pregi dell’ideologia, ormai annientata dal pensiero unico imperante. Se da un lato come dice Zizek, l’ideologia è “offrirci la realtà sociale come una fuga da qualche reale nucleo traumatico” e dall’altra, nelle sue derive totalitarie (compresi i vari liberismi attuali mascherati da social democrazia) in un’esistenza costruita e costretta nel mero produrre (lavoro), consumare (incanalamento del bisogno) e poi morire, l’ideologia nella sua “perversione” intesa come deviazione dal reale, che valore ha oggi?

Dale mistificazioni dei media nel lucidissmo Quinto Potere e della spinta al consumo in Essi Vivono, fino alla distruzione del mondo dell’apparenza e della fabbrica del sogno nel Croneberghiano Maps of the Stars, per arrivare agli apocalittici Battle Royal e Snow Piercer, dove la rivoluzione diviene mezzo di sopravvivenza e non più moto di conquista, l’ideologia può forse lasciare spazio al’idea, ancora di salvezza e antidoto alle perversioni del capitale selvaggio.

Mercoledì 18 febbraio ore 21,15

Essi vivono

essi vivono

Titolo originale: They Live

Regia: John Carpenter, Usa 1988, 93’, colore.

Con: Roddy Piper, Keith David, Meg Foster, George Flower.

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Mercoledì 25 febbraio ore 21,15

Snowpiercer

snowpiercer

Regia: Bong Joon-ho, Corea del Sud-Usa 2013, 126’, colore.

Con: Chris Evans, Jamie Bell, John Hurt, Tilda Swinton

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Mercoledì 4 marzo ore 21,15

Quinto Potere

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Titolo originale: Network

Regia: Sidney Lumet, Usa 1976, 121’, colore.

Con: Peter Finch, Faye Dunaway, William Holeden, Robert Duvall.

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Mercoledì 11 marzo

Battle Royale

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Regia: Kinji Fukasaku, Giappone 2000, 114’, colore.

Con: Tatsuya Fujiwara, Aki Maeda, Taro Yamamoto, Kō Shibasaki.

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Mercoledì 18 Marzo 21,15

Maps to the stars

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Regia: David Cronenberg, Canada-Usa 2014, 111’, colore.

Con: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusak, Sarah Gadon.

Cattivi Poliziotti

1 Gen

Per il nome di questa rassegna abbiamo scelto un gioco di parole, dove l’aggettivo “cattivi” si può intendere sia come malvagi che come inadeguati. In effetti, anche sugli echi della cronaca d’oltre oceano di questi giorni, i film che abbiamo scelto, in qualche modo parlano proprio di questo tipo di uomini in divisa. Poliziotti che, tra le righe della loro manifesta cattiveria, corruzione o violenza, nascondono di fatto, una più o meno consapevole inadeguatezza a ricoprire il loro ruolo, vuoi per ipocrisia, vuoi per debolezza psicologica, vuoi per inettitudine o per incompatibilità caratteriale. Un atteggiamento, una maschera che si mettono quindi nel tentativo di sviare gli altri, ma soprattutto loro stessi, dal proprio sostanziale fallimento, che spesso si consuma parallelamente sia nella professione di tutori della legalità che nelle loro vite private.

Come tentiamo sempre di fare nei nostri percorsi cinematografici, anche in questa rassegna abbiamo voluto proporre cinque film che non solo attraversassero epoche diverse, ma che sondassero anche diversi registri, passando dal realismo (Acab; Memories of Murder) al surrealismo un po’ grottesco (Cattivo tenente, ultima chiamata New Orleans), dal cinismo (Il braccio violento della legge) all’ironia (Un poliziotto da Happy Hour).

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Mercoledì 14 gennaio ore 21,15

Titolo: ACAB – All Cops Are Bastards

Regia: Stefano Sollima, Italia 2012, 112’, colore.

Interpreti: Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro, Domenico Diele.

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Le vicende umane e lavorative di tre celerini appartenenti al Reparto Mobile di Roma. Tutti provati da situazioni familiari precarie e negative, si trovano spesso a scaricare una sorda rabbia repressa sul proprio lavoro.

Disincantato ed efficace ritratto di un reparto della polizia di stato tra i più contestati, odiati e temuti. Sollima ne evidenzia limiti e derive (in particolare quelle politiche pericolosamente pendenti verso una confusa estrema destra), senza lasciar perdere le oggettive difficoltà di un lavoro emotivamente e fisicamente provante.

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Mercoledì 21 gennaio ore 21,15

Titolo inglese: Memories of Murder

Titolo originale: Salinui chueok

Regia: Bong Joon-ho, Corea del Sud 2003, 130’, colore.

Interpreti: Kang-ho Song, Kim Sang-kyung, Kim Roe-ha, Song Jae-ho.

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Corea del Sud, 1986. Una giovane donna viene trovata seviziata e uccisa in un canale di campagna. Il detective Pack, privo di mezzi adeguati, più che il colpevole cerca un capro espiatorio e con brutali metodi di interrogatorio strappa una confessione a un ragazzo ritardato. Gli viene affiancato il detective Seo giunto da Seul e per niente convinto della colpevolezza del ragazzo. Seguono infatti altri delitti e la polizia, derisa dall’opinione pubblica, brancola nel buio.

Ispirato alla vera prima vicenda di serial killer avvenuta in Corea del Sud ai tempi del regime, il film è la cronaca del fallimento professionale e personale di un poliziotto, chiara metafora dei limiti del regime sud coreano, che seppure sullo sfondo, è evidentemente la causa dell’inadeguatezza non solo dei protagonisti ma forse dell’intera popolazione, di fronte al crimine che dilaga. Con lucidità ma anche con ironia, Bong Joon-ho ci racconta di una nazione vittima della propria stessa censura e repressione.

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Mercoledì 28 gennaio ore 21,15

Titolo italiano: Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans

Titolo originale: Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans

Regia: Werner Herzog, Usa 2009, 121’, colore.

Interpreti: Nicolas Cage, Eva Mendes, Val Kilmer, Jennifer Coolige.

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In una New Orleans devastata dagli effetti dell’uragano Katrina, seguiamo le vicende del tenente Terence McDonagh e della sua donna Frankie. Terence dedito ad alcool e droghe si troverà ad affrontare il misterioso massacro di una intera famiglia di senegalesi.

New Orleans è lo scenario che letteralmente partorisce questa vicenda, dove l’uomo inteso come genere umano sembra dare il peggio di sé. Cage incarna perfettamente la distruzione dell’uragano dando vita ad una umanità in apparenza priva di un qualsivoglia principio morale ma, in realtà, potenzialmente ancora forte per ricostruire se stessi e il mondo.

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Mercoledì 4 febbraio ore 21,15

Titolo italiano: Il Braccio violento della legge

Titolo originale: The French Connection

Regia: William Friedkin, Usa 1971, 103’, colore.

Interpreti: Gene Hackman, Roy Scheider, Fernando Rey, Marcel Bozzuffi.

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Jimmy Doyle detto “Papà” e Buddy Russo detto “Tristezza”, sono due poliziotti della narcotici di New York alle prese con una partita di droga proveniente da Marsiglia, gestita dal misterioso trafficante Alain Charnier.

L’altra faccia della giustizia portata per la prima volta all’attenzione del grande pubblico. Una polizia immersa in una New York livida e apparentemente alle prese con un continuo stato di guerriglia dove bene e male sono ormai un’opinione più che una certezza.

Grande scandalo all’epoca e vincitore di 5 Premo Oscar e 3 Golden Globe.

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Mercoledì 11 febbraio ore 21,15

Titolo italiano: Un poliziotto da happy hour

Titolo originale: The Guard

Regia: John Michael McDonagh, Irlanda 2011, 96′, colore

Interpreti: Brendan Gleeson, Don Cheadle, Mark Strong, Liam Cunningham, Fionnula Flanagan, David Wilmot

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Gerry Boyle è un cattivo poliziotto. Vive e lavora a Connemara, sulla costa occidentale Irlandese. Razzista, ottuso, beve, sperimenta volentieri gli stupefacenti che ogni tanto sequestra, e ha la passione per le giovani prostitute. Un giorno, la routine della piccola comunità costiera viene scossa dall’omicidio di uno sconosciuto, dall’arrivo dell’agente dell’FBI Wendell Everett sulle tracce di quattro pericolosi trafficanti di droga e dalla misteriosa scomparsa di un poliziotto trasferitosi di recente da Dublino.

Sorta di ironico e tagliente western dei tempi moderni, dove lo “sceriffo” del villaggio sperduto, rispondendo solo ad un del tutto personale codice d’onore, risolve i casi a modo e per conto suo, rifiutando qualsiasi ingerenza ma rivelando un inaspettato senso della giustizia.

Premio come opera prima al Festival di Berlino del 2011.