Rosa non rosa (L’amore impossibile)

9 Mar

Nella scelta tra raccontare di amori possibili che, magari pure tra mille difficoltà, alla fine trionfano, e quella di raccontare di amori impossibili, improbabili, illusori, finti, che forse nemmeno hanno mai avuto una origine o uno sviluppo autentici, abbiamo scelto questi ultimi. Forse perché dei primi ne è stato, ne è e ne sarà pieno il cinema, piena la letteratura, piena l’arte in generale. Non che l’arte non si sia espressa anche sugli amori impossibili, anche se intesi nella maggior parte dei casi come o non corrisposti, o ostacolati da qualcosa di esterno, di indipendente dalla volontà dei protagonisti, dato che su questi due schemi da sempre si struttura la gran parte dei drammi amorosi.

In questa rassegna invece intendiamo raccontare di amori che sono resi impossibili in primo luogo dai loro stessi protagonisti, da coloro che dovrebbero/vorrebbero amare qualcun’altro.
Toccheremo allora il tema dell’amato immaginato (Ruby Sparks), dell’amato immateriale seppur reale (Lei), dell’amore agito solo sul piano corporeo, impossibilitato della dimensione sentimentale, per ragioni che rimangono insondabili e misteriose (Shame, Giovane e bella). Ma in definitiva, citando Ivano Fossati, cercheremo di ragionare attorno al mistero di essere così soli, troppo spesso a causa di noi stessi.

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Mercoledì 25 marzo 2015 – ore 21,15

Ruby Sparks

ruby-sparks

regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris
USA – 2012 – colore.

Calvin è uno scrittore prodigio, arrivato giovanissimo al grande successo con il suo primo libro, ma in piena crisi esistenziale (creativa e sentimentale), davanti al secondo libro da scrivere, che tutto il mondo aspetta. Malgrado le difficoltà, riesce a ideare la protagonista femminile, Ruby Sparks, che più o meno consapevolmente plasma sulla sua immagine di donna ideale. Calvin ci crede, al punto che una mattina Ruby si personifica nel suo appartamento.

Prima apprezzabile scrittura di una giovane sceneggiatrice figlia d’arte, Zoe Kazan, nipote di Elia Kazan e figlia di due sceneggiatori, Nicholas Kazan e Robin Swicord. Anche lei ci crede, al punto di voler anche interpretare la protagonista femminile, in un film che racconta in primis la natura egoistica dei rapporti di coppia, ma anche (forse in chiave autobiografica) dell’essere in qualche modo vittime della propria stessa fama.

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Mercoledì 1 aprile 2015 – ore 21,15

Giovane e bella

giovanebella

regia di François Ozon
Francia – 2013 – colore

Isabelle ha 17 anni, è molto attraente e altera, e durante le vacanze estive ha il suo primo, abbastanza triste e deludente rapporto sessuale. Al ritorno in città, si iscrive in un sito Internet per prostitute di alto rango con lo pseudonimo di Lea (il nome della nonna materna), ed inizia la sua doppia vita: alla luce del sole studente in una famiglia medio borghese del tutto normale, e in totale segreto prostituta per manager e professionisti facoltosi. Un giorno, durante il “lavoro” accade però un incidente che sembra mettere a soqquadro la sua vita.

Ancora una solida prova per il regista François Ozon, che con il consueto stile molto asciutto e minimale racconta di una adolescente incapace di sondare il sentimento amoroso, fermandosi all’esperienza corporea del sesso, e facendone mestiere con una apparente imperturbabile freddezza e distacco, del quale non sembra disarmarsi neanche quando è costretta a sottoporsi al giudizio di familiari e amiche, lasciandoci nel dubbio sulla sua vera natura.

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Mercoledì 8 aprile 2015 – ore 21,15

Lei (Her)

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regia di Spike Jonze
USA – 2013 – colore

Siamo in una sorta di futuro prossimo, o presente avanzato, dove i Sistemi Operativi (SO, da qui in poi) dei nostri computer, palmari e telefoni, entrano in via definitiva a far parte della nostra vita privata e sociale. SO con una voce, una personalità, un’intelligenza che si auto alimenta e cresce. Al punto da potersi prendere cura non solo della nostra posta, o delle nostre foto, ma anche della nostra anima. Al punto che c’è chi comincia d innamorarsene, ad avere con il proprio SO un rapporto sentimentale. E’ quello che succede a Theodore, il protagonista del film, di professione scrittore di lettere per conto terzi, ed in evidente crisi esistenziale e sentimentale dopo la fine del proprio matrimonio.

Già celebre autore di videoclip, Spike Jonze è al suo quarto e riuscito lungometraggio, che affronta il tema del solipsismo, dell’egoismo sentimentale, dell’assurda pretesa di un partner che si plasmi totalmente sulle nostre esigenze, e da attivare solo quando ci va. Un’illusione che dura poco, fintanto che l’intelligenza artificiale non cresce tanto da prendere reale consapevolezza di sé, rendendosi conto di essere votata a ben altro che a soddisfare un solo piccolo e banale ego, lasciandoci nuovamente e irrimediabilmente soli finché non impareremo veramente a con-vivere con chi, pur umano come noi, non può che essere diverso.

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Mercoledì 15 aprile 2015 – ore 21,15

Shame

shame

regia di Steve McQueen
Regno Unito – 2011 – Colore

Brandon vive solo, gode di un successo professionale apparentemente appagante, socializza in maniera superficiale solo con i colleghi di lavoro. La sua vita nasconde un segreto, dato che Brandon è un pornomane, assiduo frequentatore di siti, chat e riviste a luci rosse, sessualmente capace solo di ossessive masturbazioni e di rapporti occasionali esclusivamente a pagamento. Un giorno, questo seppur insano iter esistenziale viene disturbato dall’arrivo inatteso della sorella Sissy, con la quale vive da sempre un rapporto conflittuale, e che gli chiede ospitalità nel suo appartamento.

Un dramma toccante, una figura di disperata solitudine, un tentativo di riflessione sull’incapacità di amare, e non solo di amore di coppia si parla, ma in questo caso forse sopratutto di amore fraterno. Una discesa agli inferi nella quale solo un gesto estremo sembra far apparire un labile spiraglio di luce.

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