ALICE TEATRO 2015

13 Gen

Sabato 17 gennaio, h. 21.15

Compagnia Brincadera

“Vuoti di memoria”

vuoti di memoria

Vuoti di memoria è un reading teatrale tratto dal romanzo di Hervè Jaouen “Mamie Mémoire”, che narra la storia di una famiglia la cui nonna materna è colpita dal morbo di Alzheimer. Per limitare i danni della malattia, bisogna invogliarla, tenerne vivi i ricordi, disinnescare i meccanismi invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili bizzarrie. In scena, a raccontare tutto questo, la voce e la musica di cinque bambini la cui nonna, come la protagonista del romanzo, soffre della stessa malattia; la loro presenza, ribaltando la consuetudine scenica, accompagna il pubblico, con delicatezza e poesia, tra le pieghe tragicomiche di una vicenda drammatica ed emozionante. Regia: Massimo Malanchini (Associazione Compagnia Brincadera) Con: Diarra Niang, Anita Silvetti, Lucia Silvetti, Pietro Agazzi e Nicola Malanchini. Musiche dal vivo: Anita Silvetti (piano), Pietro Agazzi (corno) ______________________________________

Domenica 01 febbraio, h. 21.15

Compagnia Chi DeDo

“Nonostante Tutto”

nonostante

NONOSTANTE TUTTO è uno spettacolo teatrale che racconta le vicende di Cachita e della Negra, due donne che condividono l’esperienza di prigioniere politiche nel carcere argentino di Villa Devoto a Buenos Aires tra il ’74 e l’77. L’idea del progetto nasce dalla lettura del libro MEMORIA DEL BUIO – opera collettiva di 112 prigioniere politiche argentine (1974-1983), a cura di Italo Moretti. Si tratta di una raccolta di testimonianze di donne che hanno subito l’ingiustizia della dittatura argentina di Videla e del momento preparatorio alla sua salita e al golpe del 1976. Attraverso i ricordi, le lettere ai famigliari, le trascrizioni dei propri diari e i fatti storici che avvenivano fuori dalle mura delle carceri argentine, le sopravvissute al regime hanno ricostruito nero su bianco il proprio drammatico vissuto così come le proprie vite dopo la liberazione, avvenuta per ognuna in momenti diversi. Da un’idea di Enrica Chiurazzi e Claudia de Candia Scritto da Giulia Donelli. Con Enrica Chiurazzi e Claudia de Candia Disegno luci di Elena Guitti Scenografie di Alessandro e Raffaele Bernava Organizzazione Federica Cipolla Produzione Indipendente in collaborazione con Il Faro Teatrale e Compagnia Ồyes Menzione speciale al Premio Giovani Realtà del Teatro 2013.

Lo spettacolo nasce dal desiderio di usare i fatti storici come appiglio per raccontare la forza che si cela nell’essere umano, nella solidarietà e nel sorriso, nel bisogno di ridere insieme per sopravvivere. Julius Fucik, poeta morto in un campo di concentramento nazista, scrisse: Non si associ mai la tristezza al mio nome. Sorridere, cantare e restare unite: abbiamo cercato di creare uno spettacolo che facesse “sorridere nonostante tutto”, per rendere merito alla forza di quelle anime argentine.  ______________________________________

Domenica 08 febbraio, h. 21.15

Diaphanés Teatro

“Mi e Ti…a Semm in Du”

Nuova immagine

Mi e Ti appartengono alla vasta schiera di personaggi senza tempo e senza luogo -senza memoria, dunque – che la drammaturgia contemporanea ci consegna in maniera prepotente, almeno da Beckett in poi. Andiamo allo sfascio, soli e ignari in un tempo cupo, rotoliamo in fondo al dirupo.​ Situazione provvisoria per personaggi provvisori, che elevano il provvisorio e il contingente a paradigmi del loro strampalato e contundente esercizio quotidiano. Mi e Ti sono due personaggi consegnati ad un destino di cui non sono gli artifici e che gli si rivela nel presente, nella ripetizione, nelle loro azioni, nel presente e nelle azioni ripetute dello spettacolo che sono indotti a portare in scena. I personaggi si muovono all’interno di un universo composito, dapprima magmatico, poi sempre più definito in rapporto alla geometria degli oggetti e dello spazio, per tendere, alla fine dello spettacolo, verso la liquefazione e lo svuotamento della costruzione teatrale. Lo spettacolo ha vinto il bando di residenza teatrale”Amapola R-esistenze Creative” ed è stato presentato in anteprima, in tale occasione, il 17 e il 18 ottobre 2014 alla Fabbrica dell’Esperienza di Milano. ​Con Tiziana Tricarico e Simone Lampis​ Regia Mario Barzaghi​ Luci Marcello D’Agostino ______________________________________

Sabato 21 febbraio, h. 21.15

Teatro Caverna

“L’Italiano Piero”

pierociampi

Litaliano Piero è un poeta anarchico. Non servono altre parole per Piero Ciampi. La volontà è quella di attraversare i suoi versi silenti, punti da lama sottile che ha tagliato ifogli del poeta. Dodici canzoni di Piero Ciampi per dodici lampi nella notte della vita. La voce di un artista capace di versi geniali, incapace di quotidianità banali. Nessuna volontà di narrare, nessun racconto biografico del poeta. Dodici brevissimi monologhi. Il tema: “La morte mi fa ridere, la vita no!” per dirla con un verso famoso (poco ad esser sinceri) del cantautore. Accostarsi a Ciampi, alla sua opera ed alla sua strana epopea di vissuti, significa portarsi nella valigia 2 elementi: due occhi enormi e sensibilissimi, attenti a raccogliere ogni particolare del mondo e la coscienza (o l’incoscienza forse) di camminare su un filo malinconico appeso a mezz’aria tra la vita e la morte. Questo è il Piero Ciampi, intimo, con cui si vuole dialogare in questo progetto. Sottovoce, quasi. Spettacolo finalista Premio Crearr 2010 “ Uno spettacolo molto intenso e sentito” (Else Marie Lauvik – Odin Teatret) un progetto di TEATRO CAVERNA da un’idea di DAMIANO GRASSELLI

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Sabato 28 febbraio, h. 21.15

VRUT Teatro

RE UBU5

ubu

Produzione: Spazio H Vox – Accademia di formazione teatrale di Brescia e DelleAli Teatro
Con: Donata Baronio, Paolo Danesi, Federico Montuschi, Elena Picen, Alessandro Sala
Foto di Fabiana Zanola
Regia: Antonello Cassinotti

Con i suoi personaggi emblematici, l’Ubu Re di Jarry è considerato una pietra miliare nella storia del teatro. La ragione del suo successo e i meccanismi che ne hanno determinato la sua unicità e la sua dissonanza nel panorama teatrale di fine Ottocento sono legati all’utilizzo del grottesco. Ed è proprio nella dimensione più smaccatamente grottesca che va collocato RE UBU?, quella che vuole l’uomo consapevole della duplicità della propria natura, non più perfetta e immutabile, ma imperfetta e talmente multiforme da manifestarsi a volte nella sua più mostruosa deformazione. La piéce si propone come una continua alternanza tra gli opposti (terribile e buffonesco, tragedia e commedia, bello e brutto, gradevole e sgradevole) sia nei contenuti dettati dal testo che nella formula espressiva su cui abbiamo impostato il lavoro attorale fino al tentativo di opporre al ruvido gradasso momenti di sublime lirismo.

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Domenica 8 marzo, h. 19.00

Umberto Bellodi e Nicola Cazzalini (in uno spettacolo di Progetto NUR)

IL GIARDINO DI CEMENTO

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Ian McEwan scrive, nel 1978, un piccolo libro di intensità viscerale. Due fratelli e due sorelle rimasti orfani. La loro sessualità ingenuamente esplicita ed esplicitata. Vissuta. Il dramma della morte che scivola come contorno ininfluente, fondale dipinto dietro le spalle di dinamiche relazionali nude. L’angosciante presenza del corpo della madre ricoperto di cemento in un baule. Relegato nello scantinato. Una casa incustodita in cui si fa spazio l’anarchia emotiva della crescita. Progetto Nur ripercorre l’opera di McEwan in una lettura teatrale per due interpreti e tre strumenti giocattolo. Coproduzione Progetto Nur e Compagnia Brincadera Testi tratti da “Il giardino di cemento” di Ian McEwan

Regia Umberto Bellodi

Interpreti Umberto Bellodi, Nicola Cazzalini

Musiche Umberto Bellodi (dal vivo: Umberto Bellodi – mini harmonium, Nicola Cazzalini – pianoforte giocattolo, organetto elettrico)

Scene Progetto Nur

Luci Valentina Zanzi

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