Cattivi Poliziotti

1 Gen

Per il nome di questa rassegna abbiamo scelto un gioco di parole, dove l’aggettivo “cattivi” si può intendere sia come malvagi che come inadeguati. In effetti, anche sugli echi della cronaca d’oltre oceano di questi giorni, i film che abbiamo scelto, in qualche modo parlano proprio di questo tipo di uomini in divisa. Poliziotti che, tra le righe della loro manifesta cattiveria, corruzione o violenza, nascondono di fatto, una più o meno consapevole inadeguatezza a ricoprire il loro ruolo, vuoi per ipocrisia, vuoi per debolezza psicologica, vuoi per inettitudine o per incompatibilità caratteriale. Un atteggiamento, una maschera che si mettono quindi nel tentativo di sviare gli altri, ma soprattutto loro stessi, dal proprio sostanziale fallimento, che spesso si consuma parallelamente sia nella professione di tutori della legalità che nelle loro vite private.

Come tentiamo sempre di fare nei nostri percorsi cinematografici, anche in questa rassegna abbiamo voluto proporre cinque film che non solo attraversassero epoche diverse, ma che sondassero anche diversi registri, passando dal realismo (Acab; Memories of Murder) al surrealismo un po’ grottesco (Cattivo tenente, ultima chiamata New Orleans), dal cinismo (Il braccio violento della legge) all’ironia (Un poliziotto da Happy Hour).

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Mercoledì 14 gennaio ore 21,15

Titolo: ACAB – All Cops Are Bastards

Regia: Stefano Sollima, Italia 2012, 112’, colore.

Interpreti: Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro, Domenico Diele.

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Le vicende umane e lavorative di tre celerini appartenenti al Reparto Mobile di Roma. Tutti provati da situazioni familiari precarie e negative, si trovano spesso a scaricare una sorda rabbia repressa sul proprio lavoro.

Disincantato ed efficace ritratto di un reparto della polizia di stato tra i più contestati, odiati e temuti. Sollima ne evidenzia limiti e derive (in particolare quelle politiche pericolosamente pendenti verso una confusa estrema destra), senza lasciar perdere le oggettive difficoltà di un lavoro emotivamente e fisicamente provante.

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Mercoledì 21 gennaio ore 21,15

Titolo inglese: Memories of Murder

Titolo originale: Salinui chueok

Regia: Bong Joon-ho, Corea del Sud 2003, 130’, colore.

Interpreti: Kang-ho Song, Kim Sang-kyung, Kim Roe-ha, Song Jae-ho.

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Corea del Sud, 1986. Una giovane donna viene trovata seviziata e uccisa in un canale di campagna. Il detective Pack, privo di mezzi adeguati, più che il colpevole cerca un capro espiatorio e con brutali metodi di interrogatorio strappa una confessione a un ragazzo ritardato. Gli viene affiancato il detective Seo giunto da Seul e per niente convinto della colpevolezza del ragazzo. Seguono infatti altri delitti e la polizia, derisa dall’opinione pubblica, brancola nel buio.

Ispirato alla vera prima vicenda di serial killer avvenuta in Corea del Sud ai tempi del regime, il film è la cronaca del fallimento professionale e personale di un poliziotto, chiara metafora dei limiti del regime sud coreano, che seppure sullo sfondo, è evidentemente la causa dell’inadeguatezza non solo dei protagonisti ma forse dell’intera popolazione, di fronte al crimine che dilaga. Con lucidità ma anche con ironia, Bong Joon-ho ci racconta di una nazione vittima della propria stessa censura e repressione.

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Mercoledì 28 gennaio ore 21,15

Titolo italiano: Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans

Titolo originale: Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans

Regia: Werner Herzog, Usa 2009, 121’, colore.

Interpreti: Nicolas Cage, Eva Mendes, Val Kilmer, Jennifer Coolige.

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In una New Orleans devastata dagli effetti dell’uragano Katrina, seguiamo le vicende del tenente Terence McDonagh e della sua donna Frankie. Terence dedito ad alcool e droghe si troverà ad affrontare il misterioso massacro di una intera famiglia di senegalesi.

New Orleans è lo scenario che letteralmente partorisce questa vicenda, dove l’uomo inteso come genere umano sembra dare il peggio di sé. Cage incarna perfettamente la distruzione dell’uragano dando vita ad una umanità in apparenza priva di un qualsivoglia principio morale ma, in realtà, potenzialmente ancora forte per ricostruire se stessi e il mondo.

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Mercoledì 4 febbraio ore 21,15

Titolo italiano: Il Braccio violento della legge

Titolo originale: The French Connection

Regia: William Friedkin, Usa 1971, 103’, colore.

Interpreti: Gene Hackman, Roy Scheider, Fernando Rey, Marcel Bozzuffi.

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Jimmy Doyle detto “Papà” e Buddy Russo detto “Tristezza”, sono due poliziotti della narcotici di New York alle prese con una partita di droga proveniente da Marsiglia, gestita dal misterioso trafficante Alain Charnier.

L’altra faccia della giustizia portata per la prima volta all’attenzione del grande pubblico. Una polizia immersa in una New York livida e apparentemente alle prese con un continuo stato di guerriglia dove bene e male sono ormai un’opinione più che una certezza.

Grande scandalo all’epoca e vincitore di 5 Premo Oscar e 3 Golden Globe.

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Mercoledì 11 febbraio ore 21,15

Titolo italiano: Un poliziotto da happy hour

Titolo originale: The Guard

Regia: John Michael McDonagh, Irlanda 2011, 96′, colore

Interpreti: Brendan Gleeson, Don Cheadle, Mark Strong, Liam Cunningham, Fionnula Flanagan, David Wilmot

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Gerry Boyle è un cattivo poliziotto. Vive e lavora a Connemara, sulla costa occidentale Irlandese. Razzista, ottuso, beve, sperimenta volentieri gli stupefacenti che ogni tanto sequestra, e ha la passione per le giovani prostitute. Un giorno, la routine della piccola comunità costiera viene scossa dall’omicidio di uno sconosciuto, dall’arrivo dell’agente dell’FBI Wendell Everett sulle tracce di quattro pericolosi trafficanti di droga e dalla misteriosa scomparsa di un poliziotto trasferitosi di recente da Dublino.

Sorta di ironico e tagliente western dei tempi moderni, dove lo “sceriffo” del villaggio sperduto, rispondendo solo ad un del tutto personale codice d’onore, risolve i casi a modo e per conto suo, rifiutando qualsiasi ingerenza ma rivelando un inaspettato senso della giustizia.

Premio come opera prima al Festival di Berlino del 2011.

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