UN TEATRO DA CERCARE

23 Gen

La rassegna teatrale di Alice nella Città.
Febbraio / maggio 2013

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UNA NUOVA SALA PER UN TEATRO DA CERCARE.
Esiste ancora il teatro di ricerca? Esiste ancora il teatro nelle piccole sale? Esiste ancora il teatro come linguaggio artistico che cresce nelle pieghe della società mediatizzata e spettacolarizzata? Oppure il teatro è diventato solo una questione di dimensioni? Dimensioni del palco, dimensioni delle dotazioni tecniche, dimensioni dei budget a disposizione, dimensioni del prestigio della compagnia, o del regista, o degli attori? Esiste ancora il pubblico curioso? Il pubblico interessato ai nuovi linguaggi, alle nuove proposte, all’evoluzione di una forma d’arte antica?
Un tempo si parlava di “teatro di ricerca”. Ora che questo teatro risente negativamente dei pesanti tagli alla cultura, dove si nasconde il teatro che non entra nei giri della grande distribuzione?
Oggi è difficile individuare una trama, un circuito, una risposta. Oggi è necessario cercare il teatro, è necessario cercare il pubblico. Oggi più che mai è necessaria una sala che possa proporsi come luogo di incontro dove scambiare curiosità e fatti artistici. Una sala che possa diventare il luogo in cui tratteggiare una possibile trama, in cui far incontrare “manufatti” teatrali con il destinatario naturale di ogni spettacolo: il pubblico curioso. Un teatro da cercare in una nuova sala teatrale, Alice nella Città.

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Sabato 2 febbraio h.21:30
INFACTORY
MATTEO LATINO / TEATROSTALLA

PREMIO SCENARIO 2011- 13edizione

Regia Matteo Latino
Con Matteo Latino e Fortunato Leccese
Premio Scenario 2011

Due uomini giunti alla propria maturità di trentenni rivivono la loro precarietà e condizione d’isolamento sociale attraverso la metafora (crudele) di due vitelli costretti alla stabulazione fissa, in attesa della loro macellazione…L’illusione di una prossima libertà evita qualsiasi forma di ribellione. Attraverso la vita dei due vitelli si assisterà a un deragliamento d’identità che ci obbliga a riesumare la nostra natura animale. Un vitello che è nella condizione di stabulazione fissa che uomo potrà mai “divenire”?

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Sabato 16 Febbraio
IL TIGLIO. FOTO DI FAMIGLIA SENZA MADRE
Speziani e Urselli / Scenanuda

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di Tommaso Urselli
Regia Massimiliano Speziani
Con Filippo Gessi, Massimiliano Speziani, Francesca Perilli
Luci Beppe Sordi
Produzione Speziani&Urselli / ScenaNuda

C’è una separazione in atto: in seguito a uno spiacevole episodio un padre avvia le pratiche per l’inserimento del figlio presso una comunità per disabili psichici. Sia per l’iter burocratico che per le difficoltà di entrambi a separarsi, il processo si rivela lungo e sofferto. In particolare il figlio fatica ad accettare il distacco e il padre è costretto a giustificarsi con verità e mezze bugie. Una volta avvenuto l’inserimento presso la comunità “Il Tiglio”, si susseguiranno una serie di incontri tra padre e figlio fatti di incomprensioni, tenerezze, silenzi, dialoghi spesso surreali; il tutto sotto gli occhi di una improbabile dottoressa.

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Sabato 2 marzo
IL RACCONTO DELL’ISOLA SCONOSCIUTA
DelleAli Teatro

risonoscersi isola_02_photo pierluigi palazzi

Vincitore del bando di concorso UP_nea’12 – Sez. Teatro e Arti Performative
da “Il Racconto dell’isola sconosciuta di J.Saramago”
Antonello Cassinotti – voce e campionamenti

Il viaggio di Saramago è il viaggio dell’autoconoscenza, senza psicologismi o spiritualismi di sorta. Il viaggio della vita alla ricerca di un significato: “..bisogna allontanarsi dall’isola per vedere l’isola, é che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi; se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, non è la medesima cosa.”
La lettura sarà contrappuntata dal canto melodico dell’attore stesso. Con l’uso di un campionatore elettronico intermezzi e narrazione si combineranno ad orchestrare una performance, in grado di trasformare il racconto in composizione.

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Sabato 16 marzo, h.21:30
MA IL MIO AMORE E’ PACO
Crt-Centro di Ricerca per il teatro —Teatro Caverna

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Una produzione Crt-Centro di Ricerca per il teatro —Teatro Caverna
Con il contributo di Centro Studi Beppe Fenoglio e Fondazione Ferrero —Alba
Un’idea di Damiano Grasselli da “Il mio amore è Paco” di Beppe Fenoglio
con Valentina Battarola e Damiano Grasselli
costumi Anna Tirloni
tecnica Paolo Fogliato

Un quotidiano che sembra riguardare tutti: l’amore, il tradimento, i rapporti di coppia. Eppure, attraverso la forza del linguaggio fenogliano, questo quotidiano viene filtrato, sminuzzato, riassunto in una notte: Paco, per rilanciare la propria vita, gioca tutti i propri averi in una notte di azzardo, sognando i bagordi della riviera con una giovinetta attratta dagli “uomini di sostanza”.
Una messa in scena al limite del grottesco, come il racconto, dove il sottile gioco di rimbecco tra uomo e donna viene esasperato, lasciando a piccole variazioni di dettagli il compito di ricostruire la storia.

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venerdì 29 e sabato 30 marzo, h. 21:30
GEOMETRIA DEL CAOS
Limen Teatro

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Regia di Mario Barzaghi
Con Laura Colonna e Linda Confalonieri
Luci di Marcello D’Agostino

La creazione di uno spettacolo spesso è contrassegnata da tentativi che inseguono visioni, immagini, situazioni:  le improvvisazioni che concorrono a comporlo. Geometria del Caos è l’ intreccio fra l’informe e magmatico caos iniziale e la geometria che ordina, precisa e dà forma. Un’opera composita, un sussegguirsi di quadri accompagnati da una visione teatrale la cui tensione poetica tende ad essere tanto provocatoria che surreale.

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Sabato 13 aprile, h.21:30
ASHES OF HELL
Un fottuto requiem per Mahagonny
Ilinx

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progetto e regia Nicolas Ceruti
drammaturgia Nicola Castelli
creazione Nicolas Ceruti, Nicola Castelli, Laura Benetti, Maria Rosa Criniti, Stefano Pietro De Tassis, Luca Marchiori, Chiara Redaelli, Beatrice Uber
con Laura Benetti, Maria Rosa Criniti, Stefano Pietro De Tassis, Luca Marchiori, Chiara Redaelli, Beatrice Uber
scene e luci Nicolas Ceruti
produzione Etré Fondazione Cariplo, ilinx
in residenza Ilinxarium, Residenza Torrerotonda, Spazio Off

Mahagonny è bruciata. Un misterioso incendio l’ha distrutta. I pochi sopravvissuti sono dispersi in mezzo al deserto che circondava la città. Sono tutto ciò che resta di una società che aveva fatto di domanda e offerta l’unica legge riconosciuta e della transazione economica la sola relazione possibile.
Nato come ideale “sequel” dell’opera musicale di Bertholt Brecht e Kurt Weill, lo spettacolo attualizza la critica brechtiana alla società dei consumi e mette in scena quel che resta di una civiltà ormai collassata; un “accrocchio” d’individualità grottesche in preda al terrore di scomparire che deve confrontarsi con le proprie ombre più private e mostruose.

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Domenica 28 aprile, h.21:30
CUBICAMENTE
Memorie di una staffetta partigiana
Massimiliano Pegorini

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Spettacolo in atto unico liberamente tratto dal Romanzo “La staffetta”
Storia di Franco Fontana partigiano della “Stella Rossa”
Autori: Andrea Mascherini, Paolo Schembri e Sharzad Letizia Pipoli
Ed. Associazione “Oltre i Portici” Bologna
Soggetto e regia di Massimiliano Pegorini
Con Roberta Taino e Massimiliano Pegorini
Musiche e suoni di Andrea Ragazzini
Scenografia di Massimiliano Pegorini e Gian Mario Pegorini

“La Guerra c’è chi ha deciso di farla e chi invece l’ha dovuta fare… ed è diverso… ed è diverso… ed è diverso…”
“…Passano i giorni, passano i mesi, passano gli anni, ma il nostro lavoro è sempre lo stesso. Il nostro compito è quello di mettere ordine, il nostro compito è quello di gestire i ricordi e non fargli prendere polvere. Per questo ogni mattina prima che l’uomo si svegli riposiziono i ricordi, alcuni li butto via, ma non questi. Riposiziono le immagini, le date…in modo che l’uomo possa ricordare, in modo che l’uomo possa migliorare. Oggi ci ha chiesto di preparare i ricordi a cui tiene di più, quei ricordi che l’hanno fatto più civile…”

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Sabato 11 maggio, h.21:30
ME’ E I ME’ MA
Les MisEnsamble

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Con Romina Alfieri, Silvia Masper, Alessandra Spinelli
Musiche originali eseguite dal vivo da Francesco Maffeis
Luci di Marco Poldo Cattaneo

Questa è la storia di Teresina, di Santina, di Irma e delle loro mani.
Mani esauste per il tanto lavoro che ogni giorno, devono affrontare. Ci sono le pietre coti da “fitare”, i panni da portare al lavatoio, la casa da tenere in ordine, i figli da crescere e un marito da abbracciare. Se siete fortunate e non ve l’ha portato via la guerra. Teresina, Santina e Irma, mogli e madri per scelta, fitadure per mestiere, nella bergamasca del 1921.
Un omaggio a tutte loro e alle loro forti, instancabili mani.

Sfoglia online il programma di UN TEATRO DA CERCARE!

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