Sabato 21 aprile – ore 22

16 Apr

LANDO e VALEY LARBAUD (live)

Lando, formazione cremasca di lungo corso in cui confluiscono musicisti provenienti da diverse esperienze: Roberto Carioni, il fondatore, alla chitarra e alle tastiere, Fabio Viscardi degli Ex-change, al basso e alla voce e Michele Mandelli alla batteria. Dopo un 2011 contrassegnato dall’uscita della raccolta “Mai di moda – Lando 1996/2011”, il gruppo, portatore sano di un rock grintoso, graffiante e melodico quanto basta, è ora in studio per l’incisione del nuovo album, ma si concede una brevissima pausa dalla registrazione per tornare ad Alice nella Città carico di sorprese e di novità tra le quali, l’ingresso in formazione del polistrumentista Mauro Pamiro: un passo necessario per ampliare la ricerca sonora che contraddistingue da ormai 16 anni il progetto Lando.

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A pochi mesi dall’uscita del loro ultimo album, “Il terzo principio della dinamica”, i Valéry Larbaud tornano a trovare Alice nella Città.
Nati a Cremona nel 1999, non potevano scegliere nome migliore di quello di uno scrittore francese di ampie vedute, eclettico ed originale come la loro musica. Sin dagli esordi, il quintetto guidato da Diego Pallavera sfugge ad ogni definizione, miscelando un genuino rock d’autore al cantautorato, passando attraverso il dark ed il rock teatrale, senza mai perdere in armonia e raffinatezza.
Con “Il terzo principio della dinamica” i VL si riconfermano una delle formazioni più interessanti della scena indipendente italiana. Per la realizzazione del loro secondo album si avvalgono della collaborazione di Emidio Clementi (Massimo Volume) e di Umberto Bellodi (alla tromba in Vic), mentre la produzione artistica è affidata a Gionata Mirai (SEBP e Teatro degli Orrori). In 9 pezzi densi e palpitanti affiorano tutte le sfaccettature che caratterizzano il rock, o meglio il NO(n)ROCK, dei Valéry Larbaud, neologismo, quest’ultimo, coniato dagli stessi per descrivere quelle sonorità ibride che sono diventate un marchio di fabbrica. Ritmiche serrate, chitarre scalpitanti che si arrestano all’improvviso lasciando spazio alla delicatezza del piano e ad un cantato ora evocativo ora nervoso e pieno di grinta. I testi, carichi di rabbia e passione, difficilmente lasciano indifferente l’ascoltatore che si scopre in sintonia con il desiderio di rivolta e la denuncia di un’epoca in declino

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