I luoghi del cinema

11 Apr

Quattro film per quattro luoghi diversi, dove l’ambiente diventa spazio per declinazioni, derive, percorsi. Un carcere da cui evadere in cerca della libertà, una stanza/teatro in cui sezionare una storia d’amore, un museo in cui ripercorrere la Storia, un soggiorno surrealista per mostrare la decadenza di una classe sociale.

 

Mercoledì  2 maggio 2012– ore 21,15

Fuga da  Alcatraz

Titolo originale: Escape from Alcatraz.

di Don Siegel, Usa 1979, 112’, colore.

Interpreti: Clint Eastwood, Larry Hankin, Fred Ward

Trama: L’unico tentativo di fuga riuscito (?) di Frank Morris e dei fratelli Anglin dalla “fortezza” di Alcatraz nal 1962.

Don Siegel dirige il capolavoro dei film carcerari, claustorfobico e avvincente, con un Clint Eastwood in stato di grazia.

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Mercoledì  9 maggio 2012– ore 21,15

Le lacrime amare di Petra Von Kant

Titolo originale: Die bitteren Tränen der Petra von Kant.

di Rainer Werner Fassbinder, Germania Ovest 1972, 124’, colore.

Interpreti: Margit Carstensen, Hanna Schygulla, Katrin Schaake

Trama: Il controverso rapporto tra la stilista Petra e la sua assistente Marlene si frantuma quando Petra si innamora della bellissima e conturbante Karin.  

Dall’omonimo dramma teatrale, Fassbinder porta sul grande schermo la propria devastante e lucida visione dell’amore e della politica dove a farla da padrone è inesorabilmente il “diritto del più forte”.

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Mercoledì  16 maggio 2012– ore 21,15

Arca russa

Titolo originale: Russkij Kovčeg.

di Aleksandr Sokurov, Rus/Ger 2002, 96’, colore.

Interpreti: Aleksandr Sokurov, Sergei Dontsov, Mariya Kuznetsova.

Trama: Dall’interno dell’Hermitage di San Pietroburgo, tre secoli di storia russa, da Pietro il Grande fino alle porte della rivoluzione zarista.

Sokurov in un unico piano-sequenza, racconta magnificamente la storia della sua nazione in un continuo e controverso rapporto tra amore e odio.

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Mercoledì  23 maggio 2012 – ore 21,15

L’angelo sterminatore

Titolo originale: El ángel exterminador

di Luis Buñuel, Messico 1962, 89’, B/N.

Una cena all’interno di un palazzo dell’alta borghesia messicana abbandonato dalla servitù si trasforma da festa in tragedia.

Il capolavoro del Buñuel messicano ancora ricco del geniale surrealismo onirico degli esordi, mette alla berlina contraddizioni, riti e vizi di una aristocrazia decadente.

 

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